A Pescara parte “IndieRocket” il trionfo delle nuove tendenze

La storica rassegna da stasera fino a domenica nel Parco dell’ex Caserma Cocco Trenta ore di live e due palchi per i protagonisti della scena musicale alternativa
PESCARA. Ai nastri di partenza la XX edizione di IndieRocket Festival, rassegna ormai consolidata nel panorama World music e indie-rock. «Lo scoiattolo cosmico non sta nella coda per la gioia e chiama a raccolta tutto il suo pubblico», scherzano gli organizzatori in riferimento al particolare logo. «L'edizione 2023 che segna il ventennale della kermesse avrà epicentro a Pescara fino a domenica al Parco dell'ex Caserma Di Cocco». Una line up ricca e diversificata per quello che si propone come uno dei maggiori appuntamenti estivi dedicati alla musica indipendente, con una programmazione con trenta ore di live su tre giorni e due palchi che indaga le nuove tendenze musicali, artistiche e performative di tutto il mondo. Si parte questa sera. Tra i protagonisti Daikaiju, le “strane bestie giganti” che indossano maschere kabuki, usano pseudonimi e tendono a incendiare i loro strumenti sul palco, in una miscela di surf punk e rock psichedelico; il collettivo libanese Beirut Groove Collective, fautori di una delle migliori club-night in circolazione; la nu-dancehall e la presenza carismatica di Ecko Bazz, presentato dall’etichetta ugandese Nyege Nyege Tapes, che cura per il secondo anno consecutivo uno spazio all’interno del festival; Gazebo Penguins, uno tra i nomi più autorevoli della scena indie-rock; Henge, band inglese rivelazione della scena prog-psych-rave; dal Canada i Wine Lips con il loro garage-punk-psych. Completano la lineup, la superband pescarese Death Mantra For Lazarus (elementi presi da Santo Niente, Milf e Zippo); il collettivo romano Odd, formato da Giulio Pecci, Strada e Federico Zanghì, tra i curatori dell’IndieRocket Soundsystem in tenda. Domani spazio a Dope Gal Magic, il progetto che unisce la dj ugandese Catu Diosis e Lorena, e Hhy & The Kampala Unit, progetto che rappresenta al meglio il suono futuristico dell’Uganda. In scena anche il live-set di Bawrut, progetto di Borut Viola, che trasporta sul dancefloor, attraverso house, breakbeat ed elettronica un suono contemporaneo “misto”, oltre al compositore colombiano di stanza in Italia Montoya, che presenta dal vivo il suo nuovo album, El Nido. Sul palco anche Warmduscher, band figlia di South London. Alla consolle, Mala, alias del dj pescarese Guido Sanità. C'è tempo anche per la collaborazione con Salgari Records, con il dj-set di Polimnia b2b Migra e il suono organico ed universale del duo Voz De La Frontera. Da Pescara anche Misteriseparli, duo formato da Pepi e Andrew che viaggia tra elettronica e funk, house e exotica. L’ultima giornata del festival, domenica, vede in scena: Ariwo, quartetto londinese che fonde il misticismo iraniano con i ritmi tradizionali afro-cubani; Afrorack; dalla Turchia i Lalalar, un delizioso tuffo tra spaghetti western-psichedelici e funk anatolico. Il Mediterraneo invece è la culla di provenienza della Rhabdomantic Orchestra. C'è tempo anche per la riscoperta delle sonorità partenopee in chiave funk, disco, boogie operata da Napoli Segreta, oltre all’avant jazz-hip hop del duo Trrmà, recente ingresso nel roster di Hyperjazz Records.
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