A Pianella al via le Terre di Arotron

26 Maggio 2024

Dal 30 giugno tra musica e teatro parte la seconda edizione della rassegna

PESCARA. L’Estate dell’Aratro torna ad animare le Terre di Arotron, nel cuore della campagna di Pianella. Si alzerà il 30 giugno il sipario sulla seconda edizione della rassegna - progetto targato Arotron con la direzione artistica dell’attore e doppiatore Franco Mannella -, che proseguirà fino a ottobre. La festa di apertura coinvolgerà tutte le location delle Terre di Arotron. Si partirà alle 18 con “Palco aperto”: il Palco Gran Sasso, con vista sul massiccio montuoso, accoglierà le esibizioni degli artisti che si candideranno per esibirvisi. Spazio alle 20, all’anteprima di “Fabliò - storie a lume di lucerna”, a cura di Alessandro Rapattoni, assaggio del “Racconto della Tenda Yurta” che andrà in scena il 12 ottobre alle 21. La serata si chiuderà all’Anfiteatro di Paglia, alle 21.30, con “Quando il grano maturò” di e con Marcello Sacerdote. L’Anfiteatro di Paglia farà da cornice a diversi appuntamenti tra musica e teatro (ore 21). Il reading musicale “Olea et Labora”, l’inno all’ulivo di Arotron, sarà protagonista della serata del 13 luglio. Il 27 luglio sarà la volta di «Avrò bisogno ancora di te -viaggio tra musica e parole di Ivan Graziani” di Federico Del Monaco.
Debutterà nella serata di San Lorenzo “Tingeltangel Varietà”; lo spettacolo, proposto nel corso degli appuntamenti primaverili con le prove aperte al pubblico della Compagnia dell’Aratro, si propone di «sconvolgere gli spettatori con la sua comicità travolgente, ai limiti dell’assurdo». Il “Teatro nel Bosco” all’Anfiteatro si concluderà il 31 agosto con lo spettacolo di stand-up comedy “Dove sono finiti tutti?!”, con Paolo Macedonio. Il mese di settembre sarà dedicato ai “Concerti al Tramonto” sul Palco Gran Sasso (inizio ore 18): “RétroVie trio-classici della canzone francese…e non solo” (14 settembre) e “Tu chiamale (ancora) se vuoi…” (con Emiliano Begni, 28 settembre). «La nostra intenzione è valorizzare il territorio e diffondere la sensibilità teatrale e musicale, il recupero della tradizione abruzzese e del suo valore storico e artistico, oltre che permettere ai più giovani di conoscere o riscoprire grandi personalità artistiche della nostra regione» annuncia Franco Mannella. «È importante rivedere la tradizione in chiave contemporanea, oltre che la fruizione della musica come esperienza intima e partecipata, a stretto contatto con la natura».