A spasso tra i “cellari”, le case scavate nella roccia

13 Luglio 2018

Queste antiche case saranno riaperte, e ai visitatori saranno offerte le bontà del territorio

CASTEL DEL MONTE. Il gusto delle tipicità agroalimentari e le suggestioni di storie del passato al centro della kermesse che da domani a domenica animerà il borgo di Castel del Monte, scenario di “Cellari aperti”, manifestazione, organizzata per la quarta estate dalle associazioni locali con il patrocinio del Comune che fa rivivere le atmosfere di “vicinato”, un tempo cuore della società agro pastorale.
I cellari sono le vecchie case scavate nella roccia di Castel del Monte, la parte più antica del paese. Narrano spicchi di vita quotidiana dei nostri antenati, ricordano mestieri scomparsi. Spartano l’arredamento: una cassapanca di legno per ammassare e riporre il pane, un tavolo, le sedie, uno scolapiatti di mattoni, il focolare per riscaldarsi d’inverno e per cuocere il cibo, più in là, nascosti da un separé, i letti. Negli anni, queste case sono state via via abbandonate e utilizzate per lo più come scantinati e ripostigli, i cellari per l'appunto, “re cellére” in dialetto.
La visita ai cellari di Castel del Monte è una di quelle cose che si fa lentamente, zigzagando tra vicoli, scalinate, piazzette e cortili in pietra dove la quiete fa parte del fascino contemplativo di questi luoghi. Un viaggio che si presenta come una via di mezzo tra memoria storica e circuito enogastronomico, perché si sa che questa terra offre molto in termini di piatti a base di ricette semplici e sapori. Nei cellari riaperti per l'occasione i visitatori potranno apprezzare le tipicità della tradizione locale con assaggi di pecorino canestrato, cagliata, formaggi alle erbe di montagna, il “marcetto” – crema dal gusto forte ottenuta con la fermentazione di formaggi invecchiati –,biscotti e marmellate; e legumi, farine e cereali, zafferano e miele, aglio rosso, tartufi.