A tavola con il tempo Storie del cibo in Abruzzo

16 Dicembre 2019

Cronache, documenti e menù in un saggio di Gasparroni e D’Annunzio Il libro frutto di una ricerca storico-antropologica sarà presentato oggi a Teramo

I Ludi culinari aternini del conte di Loretello, le ricette erotiche degli Acquaviva, la saggia cucina dei monasteri, le mense dei ricchi carnivori e la dieta involontariamente vegetariana dei poveri, le forniture alimentari per i carcerati delle Prigioni centrali e le tabelle dietetiche dei bambini ospiti delle colonie marine stilate dai Fasci Femminili.
È pieno di scoperte e, è il caso di dirlo, appetitoso il libro “A tavola con il tempo. Cronache, documenti e menù nella storia d’Abruzzo e oltre”, scritto in modo arioso ma sulla base di rigorose ricerche scientifiche dall’antropologa Alessandra Gasparroni con un contributo, altrettanto brillante, dell'archivista Luciana D’Annunzio. Il volume è stato appena pubblicato dalla casa editrice teramana Ricerche&Redazioni (368 pagine, 27 euro), frutto di una collaborazione con il Gruppo medico D'Archivio. Libro appetitoso e poderoso, con le sue pagine dedicate a una storia dell’ospitalità e convivialità snodata in un racconto lungo un migliaio di anni, con approdo agli anni Cinquanta del Novecento. Lo sguardo delle autrici, ognuna nel proprio ambito di ricerca e riflessione, è concentrato in particolare su episodi e cronache abruzzesi, con approccio storico-antropologico nelle oltre 200 pagine del saggio di Alessandra Gasparroni che dà il titolo al libro, mentre Luciana D’Annunzio nel suo contributo (circa 130 pagine) traccia un “Percorso storico tra cibo e alimentazione nelle testimonianze archivistiche (secoli XIII-XX)”.
La presentazione di “A tavola con il tempo”, antipasto dei prossimi formidabili banchetti natalizi, è in calendario, oggi alle 18, a Teramo nella Sala polifunzionale della Provincia in via Comi 11. Con le autrici interverranno il sindaco Gianguido D’Alberto, il rettore dell’ateneo teramano Dino Mastrocola e Claudio D’Archivio, direttore scientifico dell’omonimo Gruppo medico; coordina lo storico e giornalista Sandro Galantini, autore della presentazione in volume.
Il tema dell’alimentazione viene trattato in questo ampio studio e repertorio, forse il più completo e articolato relativo al territorio abruzzese, sottolineando i significati culturali e simbolici legati al cibo nonché la progressiva trasformazione del pasto, con la costruzione via via di regole formali, da momento di soddisfazione di un bisogno primario a momento di socialità, di ostentazione, di iperbolica creatività (con le barocche architetture di cibo del Seicento).
Spiega Gasparroni, premiata più di una volta (con lo Scanno e il Nigra) per le sue pubblicazioni demo-etno-antpologiche: «L’attenzione si è focalizzata su pranzi e banchetti celebrati nelle città e nei paesi, nei palazzi e nelle magioni di personaggi illustri in occasioni diverse. Celebrazioni istituzionali, banchetti di parata, pranzi nuziali, gare gastronomiche e tanti altri avvenimenti hanno permesso di guardare il divenire storico attraverso la lente del cibo. Ho sfogliato archivi familiari, dove le spese alimentari del quotidiano si raccordavano a quelle per ricevimenti e banchetti, e ho consultato i testi di storia cittadina in cui le regole per i pranzi nuziali erano codificate così come quelle dei monasteri per i censi che erano pagati in natura. Durante questo viaggio ho incontrato personalità di alto rango, re e regine, duchi e principi, soldati e poeti, collegiali e orfane, piloti d’automobili e signore della buona borghesia, carcerati e condannati a morte, madri badesse, musicisti, e tanti cuochi, cucinieri, scalchi e ostricari».
Tra le pagine più gustose quelle che rievocano la gara culinaria dei quattro quartieri il 28 maggio 1569 a L’Aquila, organizzata dal nobile e buongustaio Ildebrando Aleta, per la visita di Margherita d’Austria: «Tre maialetti ripieni di allodole vive che si levarono in volo quando il trinciante iniziò la sua opera» furono lo spettacolare esordio della lunga teoria di piatti presentati alla regina dal quartiere Santa Giusta, cuoco messer Matteo Pica, trinciante messer Bernardino da Lucoli, coppiere messer Alfonso Bonanno.
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