A Teramo i cinque finalisti del Premio Campiello

31 Maggio 2024

Oggi a Padova saranno svelati i nomi, intanto la Fondazione Ballone annuncia il terzo “a tu per tu” con gli autori in corsa

TERAMO. Saranno svelati oggi a Padova, nella cerimonia a Palazzo del Bo’, i nomi dei cinque autori finalisti del Premio Campiello 2024 e il vincitore del Campiello Opera Prima. Intanto ieri a Teramo è stata presentata dalla Fondazione Bruno Ballone l’iniziativa che per la terza volta porterà in città gli scrittori della cinquina. La serata per conoscere autori e libri che si contenderanno la vittoria nella 62ª edizione del concorso letterario promosso da Confindutria Veneto è in calendario giovedì 27 giugno, alle 21, in piazza Sant’Anna, cuore del centro storico teramano, nell’ambito di Teramo Natura Indomita, il contenitore di eventi estivi del Comune aprutino. A illustrare la manifestazione culturale sono stati ieri mattina, nella sala convegni del Park Hotel Sporting, il padrone di casa Sergio Di Sabatino, il presidente della Fondazione, Agostino Ballone, l’assessore alla cultura Antonio Filipponi e, in collegamento on line, l’imprenditore vicentino Eugenio Calearo Ciman, componente dal 2021 del comitato di gestione del Premio Campiello, che ha ringraziato la Fondazone e il Comune di Teramo per l’invito a partecipare all’iniziativa. Come sottolineato da Ballone e Calearo, è la terza edizione del Campiello a Teramo, sebbene non consecutiva. La prima volta fu nel 2020, anno del Covid. La data teramana del 27 giugno rientra nel consolidato calendario dei Giovedì del Campiello, il ciclo di appuntamenti estivi in giro per l’Italia che fanno incontrare al pubblico dei lettori la cinquina finalista, approfondendo le opere con i loro autori. I Giovedì sono tappe di avvicinamento alla cerimonia finale del 21 settembre al Gran Teatro La Fenice di Venezia, in cui il notaio procederà in diretta alla conta dei voti e svelerà il nome del vincitore del prezioso trofeo riproducente la caratteristica vera da pozzo dei campielli veneziani. La rosa dei cinque finalisti viene individuata dalla Giuria dei Letterati, presieduta da Valter Veltroni e comprendente tra gli altri Roberto Vecchioni e la direttrice di Rai Cultura Silvia Calandrelli. Le cinque opere finaliste saranno poi inviate per il voto conclusivo alla Giuria dei Lettori (o dei Trecento, dal numero dei componenti). La letteratura abruzzese è stata più volte premiata dal Campiello. Ultimo in ordine di tempo, nel 2020, lo scrittore e poeta lancianese Remo Rapino, vincitore a sorpresa (in finale c’erano il favorito Francesco Guccini e Patrizia Cavalli, oltre a Sandro Frizziero e Ade Zeno) della 58ª edizione del Premio col suo straordinario romanzo “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio” (minimum fax). Tre anni prima, nel 2017, aveva trionfato la scrittrice arsitana Donatella Di Pietrantonio con “L’arminuta” (Einaudi), che sarebbe poi diventato un best-seller internazionale, trasposto pure al cinema. Prima di lei bisogna risalire indietro fino agli anni Sessanta e a due maestri: Mario Pomilio vinse nel 1965 la terza edizione del Campiello con “La compromissione” (Vallecchi), uno dei suoi due romanzi ambientati a Teramo; Ignazio Silone fu primo nel 1968 con “L’avventura di un povero cristiano” (Mondadori), riflessione sul rapporto tra individuo e Chiesa attraverso la figura emblematica di papa Celestino V.