A Usomagazzino “Vendesi” l’arte di Pasqui e Marianaccio

10 Aprile 2017

PESCARA. "Vendesi", fotografie di due giovani talenti della fotografia contemporanea, Luca Marianaccio e Iacopo Pasqui, impegnati e operanti sul territorio. Usomagazzino, lo spazio espositivo "Per...

PESCARA. "Vendesi", fotografie di due giovani talenti della fotografia contemporanea, Luca Marianaccio e Iacopo Pasqui, impegnati e operanti sul territorio. Usomagazzino, lo spazio espositivo "Per altre architetture" ideato e curato da Lucio Rosato, lancia con "Vendesi" il nuovo appuntamento con l'arte contemporanea e un nuovo appello «in cerca di un senso autentico delle cose». La mostra è stata inaugurata venerdì scorso nello spazio di via Spaventa a Pescara. Le foto in esposizione sono «volutamente tante, tantissime, difficile stabilire il numero preciso», racconta Rosato, che partecipa all'esposizione da lui curata con una sua installazione, "Orizzonte cucito".

I lavori di Luca Marianaccio (nato ad Agnone 31 anni fa, vive a Pescara) sono molto recenti, agli anni 2013 - 2016, e sono estrapolati da diversi progetti monografici:"Goal mancato" (2013), "Una ruota, due cocomeri ed una canna da pesca" (2015) e "Grottaglie" (2015) dalla serie "Buffetto all'italiana"; "Blockhaus" dalla serie "Oblivium", 2014; "Punto di solitudine" dalla serie "Estetica quotidiana", 2015. E molti altri che raccontano di architettura e natura, di paesaggio e di luce, di condizione e di essenza. Come "re·si·lièn·za" (Roma, 2016); e "Castello di Donnafugata" (Ragusa, 2016).

Per Iacopo Pasqui (fiorentino, 33 anni, vive da sempre a Pescara) si tratta invece di fotografie senza titolo che appartengono a diversi lavori realizzati fra il 2009 e il 2017. Significativi quanto esplicativi i titoli: "Azzurro", "Dove va la luce", "SS16", "Il castigo", che rappresentano, racconta il curatore della mostra, una vera e propria dichiarazione di attenzione alla luce e alle sue possibilità di definire e trasfigurare il reale. Tema che caratterizza da sempre i suoi lavori e la sua ricerca, insieme a uno sguardo da sempre attento al paesaggio. Molti sono i pezzi esposti, «tutti quelli che entrano a ricoprire interamente la parete a nord est di Usomagazzino, che misura metri 7,5 x h 3,60, e altre ancora raccolte in cartelle poggiate sui tavoli bianchi», racconta Rosato. Lavori che saranno tutti ceduti «non a valore attribuito dal mercato dell'arte», precisa Rosato, «ma al così detto valore di scambio, ossia ad un valore concreto determinato dalla sommatoria dei costi di materia e lavoro, lavoro sia fisico che intellettuale».

La mostra "Vendesi" vuole essere un atto provocatorio, lascia intendere Rosato. Una risposta emotiva e consapevole alla costruzione «di nuove fontiere, altri muri invalicabili», «confini sempre più provvisori ma anche sempre più difficili da attraversare». «Anche il muro dovrebbe unire», dice l'architetto e artista. «Regalarsi un'opera è come prendere parte al suo percorso, continuando a costruirlo». La mostra resterà aperta fino al 15 aprile in questi orari: 18-20, tutti i giorni. L’ingresso è libero.

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