Accorsi e Baliani «Così giochiamo con l’Orlando»

27 Marzo 2017

PESCARA. La stagione di prosa 2016-2017 della Società del teatro e della musica chiude con uno spettacolo che vedrà in scena, domani e mercoledì al Circus, Stefano Accorsi e Marco Baliani nello...

PESCARA. La stagione di prosa 2016-2017 della Società del teatro e della musica chiude con uno spettacolo che vedrà in scena, domani e mercoledì al Circus, Stefano Accorsi e Marco Baliani nello spettacolo intitolato “Giocando con Orlando” liberamente tratto dall’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto. L’adattamento teatrale e la regia sono di Marco Baliani; le scene di Mimmo Paladino;l’impianto scenico di Daniele Spisa; i costumi di Alessandro Lai; e le luci di Luca Barbati. Gli orari di inizio degli spettacoli sono alle 21 domani e alle 17 mercoledì.

«Il Furioso Orlando con in scena Stefano Accorsi e Nina Savary ha girato moltissimo e ha avuto il pregio di fare riscoprire l'immensa opera di Ariosto a migliaia di spettatori», spiega Baliani. «Poi, complice il caso, ne è nata una seconda versione: mi ero accorto che quello che avevamo fatto fino ad allora era una scoperta interessante, ma si poteva fare di più. Mentre seguivo Nina Savary e Stefano Accorsi nella loro evoluzione, e vedevo la forza teatrale del repertorio, della ripetizione che genera nuove idee, ho provato a immaginarmi Ludovico Ariosto che declamava il suo poema. Ma declamava poi? Come raccontava le vicende, c'era musica, la faceva lui, era da solo? Come gli nascevano i cambi di scena, l'abbandono di un filone per cercare una nuova puntata recuperando un eroe dimenticato alcuni capitoli prima? Come decideva di accorciare, tagliare, ricucire, stava attento alle risposte del suo pubblico, provava prima di mettersi all'opera? Sono corbellerie queste? Forse sì, lo sono, ma da artista devo immaginare un corpo in scena che dice parole e allora perché non provare a rendere il poema ancor più giullaresco, a farlo parente di quell'altro teatro che si svolgeva, appena fuori da quelle corti, nelle stesse piazze, magari con guitti che citavano a memoria gli stessi episodi, ma più rozzamente?».

«Così», prosegue Baliani, «ho voluto provare a esplorare il testo in una direzione ancor più radicale. Il gioco del teatro nel teatro è vecchio come il mondo, l'arte è saperlo condurre in un precario equilibrio, a misura, senza intaccare mai la poesia del poema, senza deridere i personaggi, senza distanza, ma con tutta la compassione amorosa dei guitti che amano le loro creature perché ci si identificano. In questa nuova versione di Giocando con Orlando c'è molta fisicità, senza scene, senza illustrazioni di alcun tipo, ogni gesto, parola, suono, musica, temporale, vento e accidenti vari viene emesso da quei nostri due corpi affannati e saltellanti. Il centro resta sempre il tema dell'amore, corrisposto e non, violento e non, tradito e non, con le due coppie di Orlando e Angelica e Bradamante e Ruggiero, e noi due che entriamo e usciamo dai personaggi, creandone altri intorno, mostri compresi, giocando, appunto, sulla corrispondenza delle rime infilate in un ritmo galoppante, con molta improvvisazione verbale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA