Addio a Barbara Walters la signora delle interviste

2 Gennaio 2023

Scomparsa a 93 anni la giornalista che per decenni ha incalzato vip e politici

NEW YORK. Tanti soffitti di vetro sfondati in 50 anni sul piccolo schermo: negli Usa piovono i tributi a Barbara Walters, la leggendaria giornalista televisiva morta a 93 anni nella sua casa di Manhattan alla vigilia di Capodanno. Tredici premi Emmy più uno alla carriera. Una vita lunga e intensa, passata per 50 anni di fronte alla telecamera, fino a quando aveva 84 anni.
Tutti i presidenti americani intervistati, da Richard Nixon a Barack Obama più un Donald Trump d'annata quando ancora era la star del programma 'The Apprentice’. Ma, soprattutto, la prima donna anchor in un programma di informazione serale: la seconda barriera sforata dopo esser stata la prima donna a condurre lo show 'Today' della mattina sulla Nbc, apripista per altre note anchor venute dopo di lei come Jane Pauley, Katie Couric e Diane Sawyer. Come intervistatrice di celebrità (oltre ai capi della Casa Bianca, lo scià di Persia, Muammar Gheddafi, Yasser Arafat, Fidel Castro più innumerevoli star di Hollywood), Barbara Walters divenne una celebrità lei stessa, contribuendo a sfumare il confine tra giornalismo e entertainment: fotografata in moto con Sylvester Stallone, mentre ballava il mambo con Patrick Swayze, ma anche come target dei comici. Celebre l'imitazione che fece di lei Gilda Radner su 'Saturday Night Live’ con il personaggio di 'Baba Wawa’, un riconoscimento della difficoltà che Barbara aveva a pronunciare lettere come la 'r' e la 'l'.
Nata a Boston, Massachusetts, il 25 settembre del 1929, da genitori ebrei di origine russa, Walter si era laureata a New York. Dopo una breve esperienza in un’agenzia pubblicitaria, era diventata assistente del direttore della pubblicità di una tv di New York affiliata alla Nbc. Il suo fascino e l’eleganza conquistarono tutti al punto che venne ingaggiata come producer per il notizario della Cbs. Nel ’61 era diventata autrice di testi per lo show del mattino ‘Today’, uno dei più popolari della Nbc. Quello fu il momento della prima svolta, perché Walters ebbe l’occasione di andare in diretta per raccontare le storie. Nel giro di pochi anni diventò un punto di riferimento, anche per la sua solida formazione giornalistica, e promossa alla conduzione di Today assieme a Hugh Downs. Era il ’74.
Dopo essere stata alla Nbc (l'unica donna nella 'writers' room di 'Today'), nel 1976 Walters era passata alla Abc, salendo alle cronache come 'million-dollar baby' con un contratto di cinque anni da cinque milioni di dollari: un record assoluto fino ad allora. L'approdo quell'anno come co-anchor delle Evening News fu controverso: l'esperimento un flop. La 'chimica’ tra Barbara e il co-anchor Harry Reasoner inesistente al punto che lui due anni dopo passò alla Cbs e Walters da padrona di casa divenne collaboratrice. Fu in questa veste che creò lo show di approfondimento '20/20' in cui il suo stile di intervistatrice fece scuola. Con gentilezza mischiata a insistenza Barbara Walters faceva domande intime che spiazzavano gli interlocutori. Come quando chiese a Monica Lewinsky perché aveva conservato in un armadio l'abito blu con lo sperma del presidente degli States Bill Clinton o al premier indiano Morarji Desai se davvero beveva la sua urina a scopi medicinali. Ambizioni sfrenate andavano di pari passo con lo spirito competitivo: nel 2009 era in vacanza in Vietnam quando arrivò la notizia della morte di Michael Jackson e Barbara si mise su due piedi in viaggio per sedersi accanto alla famiglia al funerale e condurre uno tributo speciale su '20/20'.