Addio a Colantoni maestro d’arte e pittore di talento

AVEZZANO. Eccentrico, geniale, umano, generoso. L’arte pura, grezza nella sua perfezione. Domenico Colantoni era l’ossimoro fatta persona. Ci ha lasciato sconfitto da un cancro che ha tenuto a bada...
AVEZZANO. Eccentrico, geniale, umano, generoso. L’arte pura, grezza nella sua perfezione. Domenico Colantoni era l’ossimoro fatta persona. Ci ha lasciato sconfitto da un cancro che ha tenuto a bada per qualche anno prima di arrendersi. Lui, indomabile e sanguigno, incline alla vis polemica, trasportato dalla sua arte in una dimensione altissima. Non si spiegherebbero diversamente le frequentazioni di questo estroso pittore che si è ritirato «nell’esilio di Paterno», per usare le sue stesse parole, dopo aver frequentato gli ambienti intellettuali di Roma e di molte capitali nel mondo. Conquistare la fiducia di Giorgio De Chirico, il suo maestro, o di Alberto Moravia non è da tutti. Come non è da tutti dipingere una serie di quadri avendo come modelli in carne e ossa il regista Robert Altman e la sua consorte. Spettacolari le sue nature morte, che sono esposte nelle gallerie private di tutto il mondo, così come provocatori e dissacranti altri suoi dipinti con i quali il maestro ha voluto dire la sua sul mondo che lo circondava. Realizzò anche dei film che ebbero notevole successo. «Nella pittura di Colantoni», scrisse Moravia nel suo “Non so perché non ho fatto il pittore-Scritti d’arte 1934-1990, a cura di Alessandra Grandelis, Bompiani, 2017] «c’è una misantropia che si cercherebbe invano negli iperrealisti ai quali a prima vista si sarebbe tentati di accostarlo. Semmai bisogna rifarsi a certa pittura della Neue Sachlichkeit tedesca degli anni Trenta, epoca alienata semmai ce ne fu, nella quale si poteva notare il procedimento contrario a quello degli iperrealisti: questi vanno dalla fotografia alla pittura, quelli dalla pittura alla fotografia...».
Il sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis si dice «molto dispiaciuto per la morte del maestro Domenico Colantoni». «Avezzano», aggiunge, «perde un artista che è riuscito a portare il nome della sua città d'origine nelle gallerie d'arte di tutto il mondo. Colantoni è stato un intellettuale e un pittore molto apprezzato nelle più grandi città europee, dove ancora oggi le sue opere sono esposte. Sono orgoglioso di aver dato spazio, grazie anche all'intuizione dell'architetto Alberto Cicerone, ai suoi quadri, ospitati durante le festività natalizie, nella ex scuola Montessori. L'allestimento della mostra ha creato un ambiente esclusivo che ha arricchito la nostra città e che si è rivelato da subito un grande successo. I visitatori sono stati migliaia, tra questi anche il critico d'arte Vittorio Sgarbi e so che il maestro Colantoni ne è stato felice. A tutta la famiglia le mie più sentite condoglianze». Oggi, dalle 10.30 alle 11.30, il castello Orsini accoglierà la salma e chiunque volesse potrà ricordarlo con un piccolo intervento. Saranno presenti anche autorità istituzionali. Il figlio David, artista a sua volta, esporrà anche uno dei tanti quadri del padre.
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