Addio a David Zard l’uomo che inventò il Notre Dame

28 Gennaio 2018

ROMA. Negli anni d'oro in cui portava in Italia i mega tour di Madonna, i Rolling Stones e Michael Jackson, gli stadi italiani avevano imparato a misurarsi con il carisma di David Zard, morto ieri...

ROMA. Negli anni d'oro in cui portava in Italia i mega tour di Madonna, i Rolling Stones e Michael Jackson, gli stadi italiani avevano imparato a misurarsi con il carisma di David Zard, morto ieri all’età di 75 anni. Quando la pressione del pubblico sul prato rischiava di diventare pericolosa per le prime file a ridosso delle transenne, lui usciva sul palco e intimava: «Tre passi indietro, fate tre passi indietro ... altrimenti la musica non comincia». Pochi minuti e la situazione tornava normale. Zard era malato da tempo, solo la sua tempra eccezionale gli ha permesso di tirare avanti tanto a lungo.
Era nato a Tripoli nel 1943, la stessa generazione dei giganti del rock inglese, ed era un uomo cosmopolita e poliglotta con relazioni in tutto il mondo. Insieme a Franco Mamone ha introdotto in Italia la figura moderna del promoter, contribuendo alla diffusione del rock nel nostro Paese. Dagli anni '70 in poi ha organizzato i concerti di David Bowie, Bob Dylan, Frank Zappa, Genesis, Bob Dylan, Lou Reed, Elton John, Tina Turner, attraversando anche la stagione dell'autoriduzione e della contestazione violenta, quando purtroppo i concerti degeneravano in scontri con polizia e i lacrimogeni erano spesso un corollario degli eventi. Non per niente l'Italia fu tagliata fuori dal giro internazionale dei concerti. Dopo l'esperienza del trittico kolossal Madonna, Stones, Michael Jackson, aveva lavorato con il Cirque du soleil e soprattutto si era dedicato al rinascita del musical, anzi del «melodramma moderno», come lo chiamava lui. Con il successo clamoroso di «Notre dame de Paris» di Riccardo Cocciante, con il pescarese Giò Di Tonno nel ruolo di Quasimodo, aveva riaperto la strada al teatro musicale in Italia, producendo spettacoli come «Dracula», «Tosca - Amore Disperato» di Lucio Dalla, e l'altra opera di Cocciante «Romeo e Giulietta - Ama e cambia il mondo». Negli ultimi anni seguiva la carriera di Gianna Nannini. Era apparso anche in un piccolo ruolo nel film «Il muro di gomma» di Marco Risi. David Zard lascia la moglie Patrizia e il figlio Clemente, già attivo nel mondo della musica.
David Zard «ha portato per primo nel mondo dello spettacolo italiano la figura professionale del grande organizzatore all'americana, con una visione creativa, oltre che realizzativa, del prodotto. Interveniva sui testi, sulle composizioni musicali, sulle scenografie, imponendo il buon gusto e interpretando le esigenze del pubblico». Così Giorgio Assumma, già presidente della Siae, ha ricordato Zard. «Non aveva un carattere facile e spesso si trovava in contrasto con gli artisti, ma finiva sempre per imporre la sua indubitabile genialità ed esperienza», ha aggiunto Assumma, amico di Zard da quasi cinquant'anni. «Lo conosco da quando arrivò in Italia dalla Libia, da cui fu allontanato in quanto ebreo. Lì aveva un autosalone. Ha saputo reinventarsi completamente, lasciando un segno indelebile nella storia dello spettacolo italiano».
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