Addio a di Lernia il Leone trash che amava l’Abruzzo

1 Marzo 2017

MILANO. Capita, a chi è cresciuto con i tormentoni dance anni '80 e '90, di trovarsi, magari senza volerlo, a canticchiarli nella versione barese, quella super trash, invece che nell'originale...

MILANO. Capita, a chi è cresciuto con i tormentoni dance anni '80 e '90, di trovarsi, magari senza volerlo, a canticchiarli nella versione barese, quella super trash, invece che nell'originale inglese. Merito di Leone di Lernia che, grazie alle sue cover trash, ha fatto breccia tra i giovani e non solo, trasformando Gypsy Woman in Ra-ra-ri, ra-ra, pesce fritto e baccalà, Bailando in Magnando, The Rhythm of the Night in Te si mangiate la banana, All That She Wants in Cumbà Giuan e Pump Up the Jam in Uè paparul maccaron. E così via. Sarà ricordato per questo, ma anche per la sua lunga militanza in uno dei programmi di maggior successo della storia radiofonica italiana, Lo Zoo di 105, il cantante nato a Trani 79 anni fa e morto, ieri, nella sua casa milanese.

«Un male incurabile l'ha portato via», ha annunciato su Facebook il figlio, Davide, «ma non ha portato via il suo spirito che rimarrà nei nostri cuori». Leone di Lernia ha sempre amato tanto Pescara e, spesso, trascorreva le vacanze estive al Lido L'Adriatica e le Canarie a Portanuova. Era impossibile non notarlo in spiaggia con la sua carica e le sue risate. Improvvisava scherzi e si divertiva a fare il deejay.

Leone di Lernia è stato a suo modo un precursore, non solo per aver lanciato il genere delle cover demenziali, ma anche per quell'abitudine, negli anni '80, di farsi trovare sempre alle spalle dell'inviato a San Siro del programma televisivo della domenica pomeriggio, “90esimo minuto”, una scelta che avrebbe trovato diversi interpreti nel tempo.

Lasciò, all'inizio della carriera la Puglia per Milano, proprio per garantirsi quella visibilità di cui sembrava aver bisogno come il pane.

«Viveva per la tv e la radio, apparire era la sua gioia, essere riconosciuto, la sua aria», ha scritto Marco Mazzoli, storica voce di Radio 105, l’emittemte con la quale di Lernia collaborava, in un post che ha spopolato su Facebook. La radio, più della tv, era il suo elemento. Dopo l'esordio da urlatore con lo pseudonimo Cucciolo di Lernia e la partecipazione ad Alto Gradimento, il programma culto degli anni Settanta condotto dal corregionale Renzo Arbore e da Gianni Boncompagni, la fama arrivò con il Fausto Terenzi Show su Radio Montecarlo, con l'intramontabile formula del pubblico coprotagonista tra trivialità e scherzi di ogni tipo.

Quella di Leone di Lernia è stata una vita tutta sopra le righe, tra il fallimento della candidatura nel 1997 come capolista della Lega d'Azione Meridionale, che sosteneva Giancarlo Cito come sindaco di Milano, e partecipazioni all'Isola dei famosi e a Mai dire gol. Come filo conduttore lo Zoo di 105, sua seconda famiglia, tra le sue canzoni e le parodie, diventate in molti casi veri tormenton, modi di dire virali entrati nel gergo di almeno tre generazioni di italiani.

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