Addio a Elisabetta Terabust grande étoile della danza

MILANO. «Voglio ringraziarti per come hai riempito la mia vita con ispirazione, gioia, amicizia. Una grande artista, una persona magnifica. Il sorriso più bello». Bastano queste parole sui social di...
MILANO. «Voglio ringraziarti per come hai riempito la mia vita con ispirazione, gioia, amicizia. Una grande artista, una persona magnifica. Il sorriso più bello». Bastano queste parole sui social di Alessandra Ferri, una delle ballerine più famose del mondo, per capire che importanza ha avuto nel mondo della danza Elisabetta Terabust, étoile, morta ieri a 71 anni, che fu direttrice dei corpi di ballo di alcuni dei teatri più importanti d'Italia e ispiratrice di grandi coreografi come Roland Petit. Era nata a Varese il 4 agosto del 1946, ma la danza l'aveva portata a Roma dove ha studiato e dove nel 1966 è entrata nel corpo di ballo per poi diventare étoile l'anno dopo. Nel 1973 si è trasferita in Inghilterra con il London Festival Ballet dove ha danzato capolavori del repertorio classico come “Il lago dei cigni” e 'La bella addormentatà e creazioni contemporanee, tra cui “Sphinx” di Tetley. E l'unione di tradizione e novità racchiude la sua idea di danza. «Il repertorio del passato non morirà mai. Ma il pubblico», aveva detto in un'intervista al Tempo, «ama anche la buona danza contemporanea: perché la danza è una, purché sia di alta qualità». Negli anni, Elisabetta Terabust ha fatto molto all'estero, collaborando con coreografi del calibro di Roland Petit, che ha creato per lei una versione spregiudicata dello “Schiaccianoci” e le ha affidato ruoli in balletti come “Carmen”, “Le loup”, “Notre Dame de Paris” e “Coppelia”. Ma ha lavorato anche con Tetley, Moreland, Mac Milland, Balanchine. Ha danzato con grandi ballerini come Rudolf Nureyev, Erik Bruhn, Peter Schaufuss e Patrice Bart. Per ricordarla oggi, all'ultima rappresentazione del balletto Goldberg Variationes, la Scala osserverà un minuto di silenzio.
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