Addio a Garrani, volto di tv e cinema

E’ morto l’attore di Introdacqua. Diceva: sono un abruzzese cocciuto
ROMA.
«Dalle origini abruzzesi mi porto dietro la cocciutaggine, la precisione, la capacità di scegliere». Raccontava così le sue radici, Ivo Garrani morto, mercoledì scorso, a Roma. Garrani, attore e doppiatore era nato ad Introdacqua in provincia dell’Aquila, 91 anni fa. Nel 2003 aveva ricevuto,a Pescara, il Premio Flaiano alla carriera.
Esordì sul palcoscenico nel 1943 con la compagnia di Tamberlani. Durante la seconda guerra mondiale aveva fatto parte di una filodrammatica poi sciolta. «Qualche tempo dopo», raccontava, «alla stazione incontro l’organizzatore, mi offre di lavorare in un teatro che ha preso in gestione. Dopo un anno, arrivano gli americani, e si chiude. Riprendo gli studi, poi mi cercano da una compagnia teatrale del Meridione, imparo tutto».
Oltre che per la ricca attività teatrale, cinematografica e televisiva, Garrani merita di essere ricordato per avere in più occasioni lavorato ai microfoni della radio italiana, soprattutto sotto la direzione di Guglielmo Morandi e Anton Giulio Majano, con il quale poi passerà in televisione, interpretando, tra gli anni Cinquanta, sessanta e Settanta, alcuni sceneggiati, le fiction dell’epoca.
Nei primi anni di programmazione della televisione, Garrani si propose in ruoli di caratterista come Rodriguez ne L'Alfiere (1956), Erode in Capitan Fracassa, Ikmenev in Umiliati e offesi (entrambi del 1958), il grande Long John Silver ne L'isola del tesoro (1959), Mike in Ragazza mia (1960), e Porfirij Petrovic in Delitto e castigo (1963) di Majano. Tra le pièce di cui fu protagonista, e che arricchì col suo stile incisivo, restano nella memoria l'originale radiofonico Un servizio di guerra di Renzo Rosso (1956), vincitore del Premio per opere radiofoniche di prosa indetto dalla Rai.
Tra le, altre sue interpretazioni Il pantografo di Luigi Squarzina (1960); Sacco e Vanzetti (1960), rievocazione teatrale affidata alla regia di Giancarlo Sbragia di cui Garrani fu interprete accanto a Gian Maria Volontè; Vivere come porci, dramma di John Arden trasmesso nel 1968 e Un borghese napoletano di Antonio Ghirelli e Sergio Romano, in cui impersonava Benedetto Croce (1986, regia di Michele Mirabella). Al cinema Garrani fu interprete di moltissimi film: dal Gattopardo di Luchino Visconti al Gobbo di Carlo Lizzani (in cui recitava anche Pier Paolo Pasolini) alla Maschera del demonio di Mario Bava , a Cartagine in fiamme di Carmine Gallore, ad Adua e le compagne. Grande popolarità gli assicurò a metà degli anni Sessanta il ruolo del padre di Giannino Stoppani nel celebre Giornalino di Gian Burrasca di Lina Wertmüller, che aveva Rita Pavone nel ruolo del protagonista. Per la tv dei ragazzi partecipò alla serie Jo Gaillard (1976). La sua carriera televisiva e cinematografica si è fermata solo negli anni Novanta quando ha recitato nella serie Quattro storie di donne (1989), Piazza di Spagna (1992), L'ispettore anticrimine (1993), La scalata (1993), In nome della famiglia (1997). Ha fatto parte anche del cast della fiction di Rai3, Un posto al sole.
Ad annunciare la scomparsa di Ivo Garrani è stato il figlio Toni (doppiatore, attore e conduttore radiofonico e televisivo) sulla sua pagina di Facebook: «Ciao papà, te ne sei andato nel sonno, tranquillo e senza disturbare, seguendo quel modo di fare appartato e schivo che ti ha sempre tenuto lontano dai clamori e dalle luci del mondo dello spettacolo, di cui per altro tu sei stato un grandissimo protagonista».
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