Addio a Greg, leggenda del rock

9 Dicembre 2016

Il chitarrista e bassista, suonò con i King Krimson ed Emerson

ROMA. Il 2016 si avvia a concludersi portandosi via un'altra leggenda del rock. Greg Lake non ha ovviamente la statura di David Bowie e Leonard Cohen, ma il suo è un nome di culto per i patiti del progressive, avendo incrociato le strade con i primi King Crimson e fondato poi gli Emerson, Lake & Palmer. Proprio il compagno di avventure Keith Emerson lo ha preceduto di pochi mesi, suicidandosi con un colpo di pistola lo scorso 11 marzo. Gregory Stuart Lake, nato il 10 novembre 1947 a Bournemouth nel Dorset, è morto mercoledì - ma la notizia è stata diffusa ieri - dopo una «lunga ed ostinata battaglia contro il cancro», come fa sapere il suo manager.

A 12 anni la sua storia si incrocia con un altro nome chiave di quello che poi diverrà il progressive inglese: Robert Fripp. I due condividono lo stesso maestro di chitarra, che li guida in particolare su un repertorio di classica. Ma il giovane Greg ama anche il rock and roll. Si delinea già allora, quindi, quel mix rock-musica classica che sarà alla base del prog. «Sono orgoglioso di essere stato influenzato da gente con Elvis e Little Richard così come da compositori come Copland e Prokofiev», dirà poi Lake. Nel novembre del 1968 Fripp, reduce dalla dissoluzione del trio Giles, Giles & Fripp, con i quali aveva inciso un album di scarso successo, pensa all'amico d'infanzia per il suo nuovo gruppo, i King Crimson. Chitarrista straordinario, Fripp chiede a Lake - che suona il suo stesso strumento - di spostarsi al basso e di cantare. Nel 1969 la formazione incide il primo epocale lp “In the court of Crimson King'”, vero e proprio atto di nascita del progressive rock, che raggiunse anche il quinto posto nelle classifiche di vendita inglesi. Cinque lunghi pezzi (il più breve si ferma a 5 minuti e 42 secondi), che mettono insieme influenze classiche, derive hard rock, testi oscuri ed un virtuosismo strumentale che sarà una delle caratteristiche del genere. Durante il primo tour negli Usa che vede i Crimson dividere i palchi con i Nice, Lake stringe amicizia con il tastierista della band, Keith Emerson. Contattato il batterista Carl Palmer, i tre nel 1970 formano il supergruppo Emerson, Lake & Palmer, dove Lake - non più limitato da Fripp - può dar sfogo al suo talento di musicista suonando anche la chitarra, oltre al basso ed al canto. Fripp, tuttavia, chiede all'amico di prestare la sua voce anche al secondo album dei King Crimson, “In the wake of Poseidon”, uscito sempre nel 1970. Prima ancora di avere un album fuori, il nuovo trio si esibisce con grande successo nell'agosto 1970 al festival del'isola di Wight. Segue il debutto omonimo, dove accanto a strumentali con richiami a Bartok e Bach, trova posto una ballata acustica scritta proprio da Lake, “Lucky man”, che sarà uno dei classici del loro repertorio e diventerà il titolo dell'autobiografia del musicista.

Seguono nella prima metà dei Settanta una serie di dischi di grande successo (“Tarkus”, Pictures at an exhibition”, Trilogy, Brain salad surgery) e di tour elefantiaci negli stadi con 40 tonnellate di strumenti e materiali montati sul palco. L'Italia è uno dei Paesi che li apprezza di più e sono tanti i nomi illustri del prog tricolore ispirati dai tre. La stella degli Elp - 48 milioni di dischi venduti in tutto il mondo - inizia a declinare con l'avvento del punk, nel 1976-'77. Il trio si scioglie nel 1979. «La musica più grande è fatta per amore non per denaro», diceva Lake. Ed i fans del prog che lo piangono sicuramente sottoscrivono.