Addio a Hauer, il Replicante di Blade Runner

È morto a 75 anni l’attore olandese diventato famoso per il suo ruolo nel film cult di Ridley Scott
ROMA. «Ho viste cose che voi umani non potreste immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione... e i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser... e tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia. È tempo di morire». È la frase cult di “Blade Runner” scritta e interpretata da Rutger Hauer, scomparso a 75 anni, il 19 luglio scorso, dopo una breve malattia e la cui morte è stata confermata ieri dal suo agente a funerali avvenuti. La sua carriera ruota intorno al ruolo del replicante nel film di Ridley Scott accanto a Harrison Ford ma sono decine i film in cui ha lavorato e numerosi i progetti che lo vedevano annunciato nel cast.
Nato nel 1944 a Breukelen in Olanda, figlio di due attori, Arend e Teunke, Rutger cresce insieme alle sue tre sorelle. Inizia la carriera nel 1969 con la serie tv “Floris”, seguono alcuni film e ancora lavori per il piccolo schermo, ma è appunto”'Blade Runner”, nel 1982, a imporlo all'attenzione del pubblico internazionale. Un altro dei suoi ruoli più interessanti è in “The Hitcher - La lunga strada della paura”, film del 1985 di Robert Harmon, in cui interpreta un feroce killer. Nel 1988 vince il Golden Globe per il film tv “Fuga da Sobibor” e l'anno dopo viene premiato come miglior attore al Seattle Film Festival per “La leggenda del Santo Bevitore” di Ermanno Olmi. Arrivano poi per l'attore film come '”emoglobin - Creature Dell'Inferno” (1997) “I Banchieri di Dio - il Caso Calvi” (2001) e “Confessioni di una mente pericolosa” (2002) in cui alterna con disinvoltura, nonostante un fisico che lo vorrebbe relegato alla sola azione, ruoli da intellettuale, cattivo e romantico.
Tornando alla sua propensione per la poesia, è vero che la famosa frase di “Blade Runner” è stata trasformata proprio dall'attore olandese e questo su indicazione dello stesso Scott. «Era così toccante», aveva raccontato una volta, «che anche quelli che stavano filmando la scena furono commossi». Tra i suoi lavori recenti, nel 2009 è stato Federico Barbarossa in “Barbarossa” di Renzo Martinelli; e in “Dracula 3D” (2012) di Dario Argento è stato invece Van Helsing. Numerose, infine, le serie tv da lui interpretate, da True Blood a Channel Zero e Porters. Tra i suoi ultimi film “2047: Sights of death” di Alessandro Capone e i “Fratelli Sisters” di Jacques Audiard.
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