Addio a John Prine, icona americana

È morto a 73 anni per il coronavirus il cantante country amato da Bob Dylan
NEW YORK. Un poeta country, cantore della condizione umana, amato anche da Bob Dylan, Se n'è andato, l’altra notte, a 73 anni, per complicazioni legate al coronavirus, un'icona della musica americana, John Prine. Il musicista era stato ricoverato in terapia intensiva a Nashville poco meno di due settimane fa, dopo l'aggravarsi delle sue condizioni. Lui e la moglie Fiona, che è anche sua manager, avevano avuto la diagnosi di positività al covid-19 al ritorno da un tour in Europa e avevano iniziato separatamente, la quarantena in casa.
Nato nel 1946 a Maywood, in Illinois, Prine aveva iniziato a scrivere canzoni da giovanissimo ispirandosi alla Carter Family, gruppo vocale country. Dopo il servizio militare in Germania, era tornato negli Usa e dopo aver visto Dylan e Johnny Cash esibirsi in tv aveva deciso di fare della passione per la musica un mestiere. In quasi 50 anni di canzoni (il primo album, “John Prine” è del 1971), ha influenzato tre generazioni di musicisti, con brani senza tempo, costruiti su una capacità di racconto, profondo, intimo e universale. Con empatia, poesia e ironia, sapeva, come pochi, rendere i ritratti di un'umanità fragile e nascosta. Nominato 11 volte ai Grammy ne aveva vinti due per i suoi album, nel 1991, con The missing Years (a cui hanno collaborato vari artisti, suoi amici e ammiratori, da Roger Waters a Bruce Spingsteen), e nel 2005 con Fair & Square. Proprio quest'anno, a febbraio, ha ottenuto ai Grammy anche il riconoscimento alla carriera.
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