Addio a Kenzaburo Oe premio Nobel nel 1995

TOKYO. Il Giappone piange lo scrittore Kenzaburo Oe, premio Nobel per la Letteratura nel 1994, morto di vecchiaia a 88 anni. Testimone diretto dei più travolgenti drammi del Paese del Sol Levante...
TOKYO. Il Giappone piange lo scrittore Kenzaburo Oe, premio Nobel per la Letteratura nel 1994, morto di vecchiaia a 88 anni. Testimone diretto dei più travolgenti drammi del Paese del Sol Levante nell’ultimo secolo, appassionato pacifista e veemente oppositore dell’industria nucleare, considerato uno dei più illustri autori nipponici dal Dopoguerra ad oggi, Oe anche in età avanzata ha continuato a guidare uno dei movimenti più attivi per sollecitare lo stop allo sviluppo delle centrali atomiche. «Costruire nuovi reattori nucleari equivale a disprezzare la vita umana, ed è il peggior tradimento che possiamo fare alla memoria delle vittime dei bombardamenti di Hiroshima», scrissesul New Yorker pochi giorni dopo l’incidente di Fukushima nel marzo 2011. Oe aveva 10 anni quando il Giappone intriso di propaganda militarista uscì sconfitto dal secondo conflitto mondiale, e quel disinganno trasparirà sempre nei suoi futuri racconti. Lasciò la prefettura rurale di Ehime, a ovest dell'arcipelago, per studiare Letteratura francese alla Università di Tokyo, approfondendo la corrente dell’Esistenzialismo e immergendosi nella cultura della civiltà rinascimentale. Le sue esperienze personali confluiranno sempre in opere autobiografiche, in particolare dopo la nascita del primo dei suoi tre figli, Hikari ( in giapponese Luce), affetto da una grave lesione cerebrale (oggi 60enne affermato musicista). Un anno dopo, nel 1964, con il libro “Un'esperienza personale”, Oe descrive la malattia del figlio in un processo di interiorizzazione che lo porta ad affrontare pubblicamente gli stereotipi della disabilità. Tra i suoi bestseller “Note da Hiroshima”, “Un grido silenzioso”.