Addio a Levine, re del Metropolitan

18 Marzo 2021

Direttore d’orchestra carismatico per 40 anni e travolto dallo scandalo pedofilia

NEW YORK. Il mondo della musica dice addio a James Levine, uno dei direttori d’orchestra più importanti e controversi al mondo che per oltre 40 anni è stato sul podio della Metropolitan Opera da cui è stato licenziato nel 2018 per un clamoroso scandalo di abusi su minori.
Levine è morto a Palm Springs in California a 77 anni. Prima di essere messo alla porta, Levine aveva diretto oltre 2.500 spettacoli al Met (più di ogni altro direttore d’orchestra) e vinto 37 Grammy. Era anche profumatamente pagato: 1,8 milioni di dollari solo per la stagione 2015-2016. Il castello di carte era crollato però quando a fine 2017, in pieno scandalo #MeToo, il New York Times aveva portato in luce accuse di pedofilia tra cui una di un uomo all’epoca quindicenne che le molestie sessuali del musicista avrebbero spinto sull’orlo del suicidio. Non era la prima volta che indiscrezioni sul comportamento di Levine facevano il giro del mondo della lirica – l’ex portavoce del Met, Johanna Fielder, ne aveva scritto in un libro del 2001 – ma quella fu la prima volta in cui il teatro non le liquidò come gossip. Dopo il licenziamento erano seguite le azioni legali: Levine aveva fatto causa al Met per 5,8 milioni di dollari. Il teatro aveva contrattaccato. Poi Levine fu pagato 3,5 milioni di dollari per chiudere il caso. Il maestro negli ultimi anni aveva avuto gravi problemi di salute: quando ancora saliva sul podio – e da ultimo dirigeva da una sedia a rotelle – i musicisti si lamentavano che, a causa del Parkinson, era impossibile seguirne le indicazioni della bacchetta. Prima dello scandalo però Levine era stato tra i più stimati direttori d’orchestra al mondo, paragonato a Leonard Berstein per la sua influenza sulla musica in America. Il suo carisma aveva contribuito a fare della Met Opera uno dei templi della lirica globale e il suo lavoro non si limitava a New York: dal 2004 al 2011 aveva diretto la Boston Symphony Orchestra, era stato direttore musicale della Filarmonica di Monaco tra 1999 e 2004 e per vent’anni aveva curato il Ravinia Festival, la residenza estiva della Chicago Symphony Orchestra. Era stato proprio al Ravinia che, secondo un rapporto della polizia, si consumarono «per anni» le molestie sul 15enne, poi spinto sull’orlo del suicidio. Gli abusi sarebbero cominciati a metà anni 80 quando l’allora ragazzino era presenza fissa nel backstage col sogno di diventare un giorno direttore d’orchestra. L’uomo disse alla polizia che una sera, dopo lo spettacolo, Levine lo aveva riaccompagnato a casa in macchina e preso la mano «in modo incredibilmente sessuale». Sempre più a luci rosse, gli abusi sarebbero proseguiti fino al 1993.