Addio a Marescotti, quarant’anni in scena

27 Marzo 2023

Gravemente malato, aveva 77 anni. Cinquanta film in carriera, ha lavorato con Roberto Benigni, Checco Zalone e Pupi Avati

BOLOGNA. Una vita per il cinema e il teatro, dall'impegno civile alla commedia, senza dimenticare il mestiere da tramandare ai giovani attori e la passione per il dialetto romagnolo. Il mondo dello spettacolo italiano piange Ivano Marescotti, attore e regista. È morto a Ravenna, nella cui provincia, a Villanova di Bagnacavallo, era nato 77 anni fa. Marescotti era da qualche giorno ricoverato all'ospedale della città per l'aggravarsi di una malattia. Un anno fa aveva annunciato il ritiro dalle scene, per dedicarsi esclusivamente al Teatro Accademia Marescotti, che aveva fondato.
Sterminata e poliedrica la lista di produzioni e registi con i quali ha lavorato in quarant'anni di carriera, da quando, cioè, decise di far diventare una professione la sua passione, lasciando l'impiego al Comune di Ravenna. Ha lavorato in teatro con Leo de Berardinis, Mario Martone, Carlo Cecchi, Giampiero Solari, Giorgio Albertazzi, Marco Marinelli, ha partecipato a oltre cinquanta film, lavorando con registi come Anthony Minghella, Ridley Scott, Marco Risi e Pupi Avati. Senza disdegnare ruoli in pellicole comiche: indimenticabile la sua interpretazione del dottor Randazzo, inflessibile ispettore di Johnny Stecchino di Roberto Benigni, più recente la sua collaborazione con Checco Zalone. Moltissime anche le fiction alle quali ha partecipato. Ha avuto sei candidature al Nastro d'argento, che ha vinto nel 2004 per l'interpretazione nel corto Assicurazione sulla vita di Tommaso Cariboni e Augusto Modigliani. Molto forte il legame con la sua terra: a partire dagli anni '90 ha iniziato un approfondito lavoro di recupero del romagnolo, tornando in teatro con i testi di Raffaello Baldini, per poi rileggere e riscrivere alla sua maniera Dante e Ariosto. Il suo monologo sulla Romagna, popolarissimo su Youtube, è un irresistibile apologo sulla tolleranza e la convivenza. E con un rito civile in dialetto romagnolo si sono celebrate, un anno fa, le sue nozze con la moglie Erika.
Come ha ricordato il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, era punto di riferimento per la comunità culturale della città. Ed è stato sempre un uomo politicamente impegnato, a sinistra, sebbene in più di un'occasione ferocemente critico nei confronti delle varie forze politiche.
«Ivano Marescotti, non solo un volto amato, un attore e regista che ha saputo conquistare il pubblico e spaziare dalla comicità ai ruoli più impegnati, ma anche un appassionato romagnolo che portava in sé tutta la forza comunicativa della sua amata terra». Così il Sottosegretario di Stato al Ministero della Cultura Lucia Borgonzoni.
«Ivano Marescotti è stato un attore straordinariamente poliedrico al quale dobbiamo interpretazioni indimenticabili. Un uomo profondamente impegnato e legato al territorio, a lui dobbiamo l'impegno ormai esclusivo per il Teatro Accademia Marescotti a Ravenna», ricorda la segretaria del Pd Elly Schlein. «Un grande artista, interprete dei valori della propria terra ma capace anche di parlare il linguaggio universale dell'arte. Un attore poliedrico, un artista completo, un autore, che ha saputo trasmettere l'amore per la cultura e per il teatro. Alla sua famiglia, ai suoi cari, giungano le più sentite condoglianze mie personali e della Giunta regionale dell'Emilia-Romagna». Così Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna, alla notizia della scomparsa di Ivano Marescotti.