Addio a Rapposelli, psicologo e scrittore

E’ morto a 73 anni l’analista pescarese autore anche di saggi. Oggi i funerali
PESCARA. È scomparso venerdì scorso a Rieti, all'età di 73 anni, dopo una breve malattia incurabile, lo scrittore e psicologo abruzzese Giulio Rapposelli. Era nato a Pescara nel dicembre del 1942 e nella città natale aveva compiuto i suoi primi studi partecipando attivamente alla vita culturale cittadina. Alla fine degli anni Sessanta aveva dato vita, insieme agli amici Dante Marianacci, Daniele Cavicchia e Pino De Michele, a un circolo artistico-culturale la cui prima realizzazione era stata, nel 1969, la pubblicazione dell'antologia “Liriche”.
Appassionato di cinema, oltre che di letteratura, sociologia e psicologia, si era poi trasferito a Roma e aveva lavorato, per un certo periodo, nel mondo del cinema, redigendo sceneggiature e collaborando con diversi registi, in particolare seguendo le riprese del film di De Sica "Lo chiameremo Andrea".
Dopo la laurea in psicologia si era stabilito a Fara in Sabina con la moglie Rossella e si era dedicato alla professione di psicoterapeuta, esercitando a Roma, Rieti e Pescara, non trascurando la passione per la scrittura, sia di libri di narrativa che di saggistica. Tra gli altri si segnalano “Raggiungere Venezia”, “Il giardino infinito” e “Indagine sul sogno. Sette giovani investigatori svelano 28 sogni”, sicuramente la sua opera più nota, alla quale era stato assegnato un premio speciale al concorso internazionale di saggistica "Città delle Rose" di Roseto .
La tumulazione della salma, alla presenza della moglie Rossella e della sorella Anna Maria, avverrà nella cappella di famiglia nel cimitero di Pescara Colli oggi alle 14.
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