Addio a Rotunno, maestro della luce

8 Febbraio 2021

Grande direttore della fotografia, aveva lavorato con Visconti, Fellini e Pollack

ROMA. Un artista «il cui lavoro intreccia legami tra paesi e culture, cattura il dramma e la passione che era nel cuore dello sceneggiatore e nei volti degli attori, specialmente nei loro occhi». Così nel 1999 Liv Ullmann aveva introdotto il premio conferito dall'American Society of Cinematographers a Giuseppe Rotunno, detto Peppino, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema italiano e internazionale. Collaboratore di registi come Visconti e Fellini, è morto a 97 anni nella sua casa di Roma. A comunicarlo la famiglia: la moglie Graziolina Campori Rotunno, le figlie Tiziana, Paola e Carmen, i generi Gianni, Rodolfo e Andrea e i suoi sette adorati nipoti. Presente nella vita culturale abruzzese ai tempi di Vittorio Storaro e dell’Accademia dell’Immagine con Gabriele Lucci, Rotunno è nato a Roma il 23 marzo del 1923. Inizia a lavorare a Cinecittà nel 1940, facendo i primi esperimenti con la fotografia nel laboratorio fotografico di Arturo Bragaglia. Diventa in quegli anni assistente e operatore di macchina: tra le sue prime esperienze importanti quella per la seconda unità di Senso di Visconti nel 1954 e per Attila di Pietro Francisci. L'esordio ufficiale come direttore di fotografia arriva nel 1955 per Pane amore e... di Dino Risi. Ancora con Luchino Visconti, firma la fotografia di film come Le notti bianche, Rocco e i suoi fratelli, Il gattopardo. «In qualche modo Visconti è stato mio padre in questo lavoro», spiegava Rotunno in un'intervista. Fondamentale anche l'incontro con Federico Fellini, per cui cura la fotografia, tra gli altri, per Satyricon, Roma, Amarcord, Il Casanova, Prova d'orchestra, La città delle donne, E la nave va. Senza dimenticare le collaborazioni con Vittorio de Sica, Valerio Zurlini, Mario Monicelli, Lina Wertmuller, Benigni e Troisi, Dario Argento. Tanti anche i set internazionali che lo portano a lavorare, fra gli altri, con Martin Ritt, John Huston, Mike Nichols, Terry Gilliam, Sidney Pollack. Primo direttore della fotografia non americano ad essere ammesso, nel 1966, all'American Society of Cinematographers, Rotunno ottiene una nomination all'Oscar nel 1980 per All that jazz di Bob Fosse, con cui vince anche il Bafta. «È stato realizzare un sogno della mia vita, amavo il suo lavoro», disse a proposito di Fosse. Tra i riconoscimenti, sette Nastri d'argento, due David di Donatello più quello del Cinquantenario. Grande spazio anche per l'insegnamento, come docente del corso di Fotografia al Centro Sperimentale, dal 1988 fino al 2013, e al restauro di decine di capolavori, dai film di Visconti ad Amarcord, Sciuscià, Umberto D, C'eravamo tanto amati, L'Armata Brancaleone, tra gli altri.