Addio a Sandro Petrone, giornalista e musicista

Il conduttore del Tg2 è morto a 66 anni. È stato inviato in zone di guerra dall’Afghanistan all’Iran
ROMA. È morto, all’età di 66 anni, il giornalista del Tg2 Sandro Petrone. «Addio a Sandro Petrone», si legge sul sito del Tg2, «una vita trascorsa al Tg2 prima come inviato nei teatri di guerra internazionali poi capo della redazione esteri. Era anche musicista. Aveva dedicato un album alla sua malattia: “Solo Fumo”. Lo presentò a Sanremo nel 2018». «Un professionista che amava la tv, amava la Rai, credeva nel Servizio Pubblico», ricorda l’Usigrai . «Sandro Petrone è stato un volto, è stato una firma. Ed è stato anche un docente per decine di giovani professionisti alla Scuola di Giornalismo di Perugia, ai quali trasmetteva la passione e la competenza per la televisione come linguaggio. Non ha mai nascosto la sua malattia. Anzi, ha lottato con grinta e determinazione. Ha portato sempre con sé l’orgoglio delle sue origini napoletane, e l’amore per la musica coltivato sin dagli anni ’70 insieme ai migliori interpreti e rappresentanti della musica partenopea .Alla sua famiglia, l’abbraccio delle giornaliste e dei giornalisti della Rai«.
Come inviato di guerra (primo italiano a trasmettere dal Kuwait liberato, ex Jugoslavia, Kosovo, Iraq, Libano, Attentati dell'11 settembre in Usa, Attentati dell'11 marzo a Madrid, Iran, Afghanistan e Libia) Petrone è stato anche il primo giornalista italiano a coprire grandi eventi adoperando una propria telecamera (guerra del Golfo, crollo dell'Urss e guerra in Jugoslavia). Ha lavorato nelle sedi di corrispondenza della Rai di New York, Londra, Parigi e Mosca. Nel 1992 ha seguito le elezioni presidenziali americane, con lunghe permanenze negli Stati Uniti. È stato tra i realizzatori di Rai Radiosoftware di Raidio Tre, la prima trasmissione d'Europa a comunicare con i computer via etere in un circuito interattivo con gli ascoltatori.
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