Addio Calvesi, il critico che “rovesciò” Caravaggio

Lo storico dell’arte aveva 92 anni. Fondamentali i suoi studi sul pittore maledetto, Duchamp e Burri
ROMA. Docente universitario, autore di saggi che sono pietre miliari della critica d’arte italiana, in grado di spaziare dal Barocco a Caravaggio fino al Novecento, curatore di due edizioni della Biennale di Venezia, nel 1984 e nel 1986, Maurizio Calvesi, morto ivenerdì sera a Roma all’età di 92 anni, ha lasciato il segno nel campo della storia dell’arte visiva moderna e contemporanea.
Nato a Roma il 18 settembre 1927, laurea in Lettere e filosofia alla Sapienza, frequentatore fin dall'infanzia dello studio di Giacomo Balla, allievo di Giulio Carlo Argan e di Francesco Arcangeli, dopo gli inizi alla soprintendenza delle Gallerie di Bologna e dell’Emilia Occidentale, Calvesi è diventato direttore della Pinacoteca di Ferrara, per passare poi a Roma, alla Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea e alla Calcografia nazionale. È stato professore universitario in diverse città italiane e titolare della cattedra di Storia dell’arte moderna alla Sapienza, fino al 2002, dirigendo per molti anni il Museo-laboratorio per l’arte contemporanea. Nel 2003 è stato nominato professore emerito della facoltà di Lettere alla Sapienza. Vicepresidente e poi presidente del Comitato per i beni artistici e storici nell'ambito del Consiglio nazionale per i beni culturali, ha diretto anche numerose riviste accademiche. È stato socio dell'Accademia dei Lincei, dell'Accademia di San Luca e dell'Istituto di Studi Romani.
Nei suoi studi più importanti si è concentrato sulla storia dell'arte del XX secolo, contribuendo alla riscoperta del Futurismo, ma anche all’approfondimento di Avanguardie e Neoavanguardie, tra Duchamp e Burri.
È del 1985 la “Storia dell'arte contemporanea”, di cui è coautore, testo in cui si analizzano le tendenze dell’arte europea e italiana dal 1960 fino agli anni Ottanta. Molto importante anche l’edizione di capitoli fondamentali di “Novecento. Arte e Storia in Italia” (2000), catalogo che pone le basi per la ricerca sulla formazione della tarda arte moderna e dell’arte contemporanea in Italia. “Le due avanguardie. Dal Futurismo alla Pop Arte” (1966), ripubblicato più volte fino al 2001, è ritenuta la più importante antologia di teoria dell’arte per i movimenti futuristi. Calvesi ha anche contribuito ampiamente allo studio dell’arte metafisica, del dadaismo e del surrealismo. Tra le sue opere, “Le Arti in Vaticano”, “Le incisioni dei Carracci”, “Dinamismo e simultaneità nella poetica futurista”, “Alberto Burri”, “Duchamp invisibile”, “Avanguardia di massa”, “Il sogno di Polifilo prenestino”, “Le realtà del Caravaggio”, “La melanconia di Albrecht Dürer”, “Piero della Francesca”.
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