Addio Chiappori, grande «fumettaro»

Disegnatore, pittore e scrittore creò il geniale “Up Il sovversivo”
MILANO. Come tanti altri fumettari, titolo tutt’altro che disdegnato da grandi disegnatori scomparsi o comunque usato per definirli da Hugo Pratt (Corto Maltese) a Sergio Toppi e Osvaldo Cavandoli (La Linea) o lo straordinario Altan che ogni giorno ci stupisce con un'angolatura diversa, Alfredo Chiappori aveva raggiunto fama di disegnatore e anche di scrittore a livello internazionale. Aveva 79 anni e viveva a Lecco dove è morto ieri.
Il suo “Up il sovversivo”, nei Settanta, ha caratterizzato intere stagioni della storia e della satira politica italiana in questo senso avvicinandolo a Francesco Tullio Altan e nei tratti forse più di tutti a Cavandoli. Nel corso degli anni ha collaborato con le principali testate giornalistiche italiane ed erano davvero in tanti quelli che lo leggevano perché volevano una “sintes” della giornata politica, una zampata da maestro delle strip, una lettura alternativa in anni dove la polemica era quotidiana. Chiappori però non si accontentava di demarcazioni unidirezionali e aveva interessi molteplici, la pittura, l'arte, il sacro. Come pittore ha esposto personali con presentazioni di critici come Argan e Eco. Lo scorso maggio la città di Lecco, non casualmente, gli aveva reso omaggio con la presentazione del docufilm “Multiforme ingegno”, che lo vedeva protagonista. Chiappori si era poi dedicato alla Bibbia della quale ha «dipinto» l'Apocalisse, il Cantico dei Cantici, i Salmi, la Genesi ed il Qohèlet o Ecclesiaste. Un’opera artistica seguita da padre David Maria Turoldo e dal cardinale Gianfranco Ravasi. Mancherà. “Up il sovversivo” sempre a fare da contrappunto alla politica, senza fare sconti a destra come a sinistra, oggi sarebbe ancora un toccasana.

