Addio Spagnol, editore col fiuto per il bestseller

Aveva 59 anni. Con Salani aveva portato in Italia Harry Potter. Scelte ardite da milioni di copie e di qualità
ROMA. «Luigi era una persona di sostanza, non badava agli onori. Ora però voglio che sia chiaro a tutti chi è scomparso. È scomparsa la persona che con i suoi successi editoriali ha dimostrato più volte negli ultimi trent'anni di sapere meglio di chiunque altro che cosa è un libro, cosa può fare un libro per i lettori e fino a dove può arrivare. Vorrei tentare di spiegarlo con le sue parole: I libri sono scritti da persone, letti da persone, venduti da persone, e parlano di persone. È dunque fondamentale che siano anche pubblicati da persone, libere di seguire le proprie idee, le proprie strategie e le proprie passioni».
Così Stefano Mauri, presidente e amministratore delegato del gruppo Gems, saluta Luigi Spagnol, con il quale ha condiviso negli ultimi 30 anni avventure che segnano la storia editoriale italiana e quella di un gruppo dalla grande e anomala personalità. Luigi Spagnol è morto ieri dopo lunga malattia, e lascia la moglie Hanne e due figli, Lara e Antonio. Era nato a Milano il 21 marzo del 1961, 59 anni fa. Era l'editore col vero fiuto da besteller, non a caso aveva portato in Italia, con Salani, il più grande caso editoriale di tutti i tempi, la saga di Harry Potter. Ma è lui a scegliere tanti titoli che hanno venduto più di un milione di copie: la Gabbianella e il gatto di Luis Sepúlveda nel 1996, il bestseller di Giobbe Covatta Parola di Giobbe nel ’91. Con un intuito eclettico ha saputo scovare campioni di vendite nell’ambito della varia: da Come smettere di farsi le seghe mentali di Giulio Cesare Giacobbe nel 2003 a Cotto e mangiato di Benedetta Parodi nel 2009. In particolare, Vallardi, da editore noto per il proprio catalogo di linguistica, sotto la sua guida diventa editrice protagonista di questo settore, creando, con la spinta dei suoi successi (oltre alla Parodi, si ricordi Marie Kondo e Valter Longo), nuovi reparti all'interno delle librerie. Ha portato in Italia autori di grande valore letterario come Philip Pullman e Margaret Atwood, e saputo riproporre e far affermare con grande passione veri e propri classici contemporanei come David Almond. Con la direzione di Ponte alle Grazie ha mostrato un’attenzione costante per la narrativa letteraria di qualità, pubblicando, oltre alla Atwood, Philippe Claudel, Karl Ove Knausgård, David Mamet, Simone de Beauvoir. Sul fronte della narrativa italiana, si ricorda la passione con cui ha pubblicato Pia Pera, in particolare il suo testamento letterario Al giardino ancora non l'ho detto. Una carriera che viene sicuramente dagli insegnamenti dal padre, un grande conoscitore del mondo editoriale come Mauro Spagnol, ma anche da una solida preparazione e passione personale, poi condivisa con Stefano Mauri nell'avventura del gruppo Gems che oggi annovera circa 20 sigle editoriali.