Addio Vaime, grande autore di radio e tv

29 Marzo 2021

Legato a Pescara, scrisse un saggio sull’amico Flaiano: aveva 85 anni

ROMA. È morto ieri al Policlinico Gemelli di Roma Enrico Vaime. Considerato uno dei più grandi autori radiofonici e televisivi, aveva 85 anni. Nato a Perugia il 19 gennaio del 1936, Vaime, dal 1960 alla Rai dove era entrato come vincitore di concorso, ha firmato per la tv circa 200 programmi, fra cui i varietà Quelli della domenica (1968), Canzonissima '68 e '69, Fantastico '88 e, con Maurizio Costanzo, Memorie dal bianco e nero” (Rai 1); le fiction “Un figlio a metà”, “Italian Restaurant”, “Mio figlio ha 70 anni”. Con Costanzo la sua ultima esperienza in tv con il programma “S’è fatta notte”, dal 2012 al 2016.
Amico e conoscitore dell’opera di Ennio Flaiano, allo scrittore e sceneggiatore pescarese scomparso nel 1972 aveva dedicato uno dei suoi libri, “Il mio Flaiano – Il satiro malinconico” scritto insieme a Licio Di Biase, pescarese, storico e appassionato di storia locale, e a Pescara lo aveva presentato in occasione dell’uscita, nel 2018. E ancora nel nome del geniale autore abruzzese e sempre insieme a Di Biase aveva presieduto il Premio Flaiano per un telegramma. Alla città adriatica e all’intera provincia era legato, tanto da lavorare al recupero di tradizioni nei borghi dell’entroterra, firmando con Di Biase manifestazioni estive e a partecipare puntualmente a rassegne letterarie in molti centri abruzzesi. Pensando alle le sue commedie musicali la memoria corre a “Felicibumta”, “Anche i bancari hanno un’anima”, “La vita comincia ogni mattina” e tante altre. In radio ha collaborato a centinaia di programmi e per decenni ha condotto “Black Out”, su Radio2 il sabato e la domenica mattina. Tra i numerosi libri pubblicati impossibile non ricordare “Amare significa”, “Tutti possono arricchire tranne i poveri”, “Le braghe del padrone”, “Perdere la testa”, “Non contate su di me”, “Black Out”, “Quando la rucola non c’era”, “I cretini non sono quelli di una volta” e “Anche a costo di mentire”, “Gente per bene - Quasi un'autobiografia”. (lad’i)