Affresco sulle donne in danza La Cava presenta “Barbablù”

24 Novembre 2015

L’AQUILA. «Un affresco e, al contempo, un omaggio a quella coraggiosa e sana curiosità femminile di superare i propri limiti, per approdare in una rigogliosa e fiorente rinascita della donna». E’ il...

L’AQUILA. «Un affresco e, al contempo, un omaggio a quella coraggiosa e sana curiosità femminile di superare i propri limiti, per approdare in una rigogliosa e fiorente rinascita della donna». E’ il singolare “Barbablù” della coreografa e danzatrice Francesca La Cava e il suo Gruppo E-Motion dell’Aquila, presentato al Did studio della Fabbrica del Vapore di Ariella Vidach a Milano. Una seconda anteprima è fissata al 28 novembre alla Lavanderia a Vapore di Torino, diretta da Loredana Furno.

Due importanti piazze della danza contemporanea, dunque, per la compagnia aquilana, che ha dato vita a un’originale versione della celebre fiaba raccontata da Charles Perrault. La storia del crudele Barbablù e delle sue mogli ha attirato da sempre l’attenzione di registi, musicisti e coreografi. Per Francesca La Cava e i suoi danzatori, la fiaba rappresenta un pretesto narrativo per raccontare un viaggio nell’universo femminile.

Lo spettacolo si ispira a “Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estès, con la donna che, da vittima, attraverso una metaforica chiave, prende coscienza di sé. «La storia del nostro Barbablù si muove su due piani: quello dell’accettazione e quello nel quale la chiave e l’apertura della porta ci conducono verso la consapevolezza e la riscoperta della donna selvaggia», spiega Francesca La Cava. A impreziosire il tutto, delle pedane interattive: un supporto multimediale «che gioca sul rapporto acustico del suono prodotto dal movimento». Il debutto abruzzese, il 5 dicembre all’Auditorium del Parco dell’Aquila.

Rosa Anna Buonomo