Agli Oscar la società nata sulla A/24

Tante nomination per la casa di produzione ideata sull’autostrada Roma-Teramo
PESCARA. È stato tenuto a battesimo in Italia uno studio indipendente che sta stravolgendo le regole di Hollywood: si chiama A24 la casa di produzione che ha lanciato nel mondo il successo del film pluricandidato agli Oscar Everything everywhere all at once, società che prende il nome dall'autostrada Roma-Teramo, su cui il cofondatore Daniel Katz decise di lanciarsi nella nuova impresa cinematografica. La A/24, quella vera, circondata dai paesaggi naturali delle colline e delle montagne tra Lazio e Abruzzo, ha forti legami con la storia del cinema, poiché nei suoi 166 km sono stati girati molti film di maestri surealisti e neorealisti. Lo studio A24, che con Everything Everywhere ha raccolto ben undici nomination e sfondato i cento milioni di dollari al box office, consente a registi come Katz di esercitare a pieno la loro libertà artistica.
«Hanno un occhio particolare per piccoli film e storie ricche di sentimenti che senza di loro non sarebbero approdati sul grande schermo», ha detto di recente Colin Farrell, ora candidato con il bellissimo «Spiriti dell'isola», che ha lavorato con A24 in The Lobster. «Volevo farlo, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo da solo. Ma a un certo punto, mentre viaggiavo con amici in Italia, ho avuto questo momento di chiarezza. Ho chiamato la società con il nome A24 perchè eravamo su quell'autostrada», ha spiegato Katz.
Lo studio spariglia le regole trasformando un'esperienza teatrale collettiva in prodotti indirizzati a un determinato gruppo demografico. Le campagne di marketing sono soprattutto online, giocate su promozioni di strambi gadget come il giocattolo sessuale usato per reclamizzare Everything e trailer ermetici agli antipodi da quelli che si limitano a riassumere la trama dei film. Nel 2015 A24 si cimenta con la produzione e nel 2017 sfonda: Moonlight di Barry Jenkins vince tre Oscar, tra cui quello per il miglior film. Finora A24 ha ottenuto venticinque nomination e ha vinto con film come Room (Brie Larson miglior attrice), Amy (miglior documentario) ed Ex Machina (migliori effetti speciali). A questi Oscar è arrivata con una manciata di film: oltre a Everything, anche il commovente Close, Marcel the Shell with Shoes On e l’attesissimo The Whale, che potrebbe portare a Brendan Fraser il suo primo Oscar.