Al Pizzo Cefalone tra costoni e valloncelli

Partendo da Campo Imperatore servono 2 ore di cammino
Il Pizzo Cefalone (2.533 m) spicca quasi al centro della lunga catena del Gran Sasso nel suo versante Sud, che va dal Monte San Franco ad Ovest fino al Vado del Sole a Est. È elegante e armonioso con il suo profilo triangolare-aguzzo ed è anche una delle mete più gettonate nella bella stagione, ma non deve essere sottovalutato.
Il sentiero 100E (Sentiero Italia) parte dall’arrivo della funivia di Campo Imperatore (2.150 m) e si dirige verso Ovest a mezzacosta tagliando di netto le pendici del Monte Portella. Il cammino è facile, scavato tra l’erba e vi si osservano i valloni che salgono su paralleli alla funivia: pare di essere su un deltaplano che nuota nell’aria lieve dei 2000 metri.
Traversando alcuni valloncelli si aggirano due costoni, si oltrepassa il Passo del Lupo (2.156 m) e poi si sale agevolmente al Passo della Portella (2.260 metri, 40 minuti dalla partenza), un intaglio roccioso che ha messo in comunicazione per secoli i due versanti del massiccio del Gran Sasso. Dal Passo ci si affaccia sul versante settentrionale e si ammira Campo Pericoli, incantevole in ogni stagione, il principe del massiccio, il Pizzo Intermesoli e il mare Adriatico. Si prosegue seguendo il crinale sul sentiero 111, che sale dolcemente e sfiora a destra un altro intaglio dove si intercetta il sentiero 149. Questo conduce alla sella del Cefalone e dei Grilli: il suo affaccio è superbo sull’alta Val Maone e i brecciai del Pizzo Cefalone. Da questo punto si sale in maniera un po’ più decisa e si sorvola la parte aquilana del massiccio tra rocce imponenti, scorci mozzafiato e tratti scoscesi dove occorre molta attenzione. Sotto di noi si contano i paesi e le strade, i boschi e le vallate, poi alla nostra stessa altezza, parallelo, si staglia autorevole il massiccio del Velino con l’altopiano delle Rocche che appare come un enorme tappeto volante verde. Dopo l’ennesimo avvallamento si entra in un largo canale di erba e rocce e lo si risale ponendo attenzione soprattutto alla caduta di sassi.
L’ambiente diviene sempre più roccioso ed entusiasmante fino ai piedi della vetta dove, mettendo da parte i bastoncini da trekking, si sale appoggiandosi con le mani sulla roccia fredda e salda. In pochi minuti si è in vetta (poco più di 4 km dalla partenza, meno di 2 ore) che, a dispetto del profilo aguzzo, è un belvedere magnifico e comodo con ben due croci di vetta.
Con i suoi 2.533 m, il Cefalone è un punto di osservazione privilegiato e nelle giornate più terse ci regala un “sorvolo” vastissimo su tutto il massiccio e i suoi dintorni. Il Corno Grande e le sue propaggini orientali, le creste ad Ovest fino al passo delle Capannelle, le vette a Nord, i massicci ad Est e Sud e migliaia di borghi con le loro storie da raccontare.
È ora di scendere per la stessa via, con attenzione il primo tratto e poi lentamente sulle pendici erbose. Dalla Portella, se si ha tempo, si può salire sul Monte omonimo, raggiungere il Rifugio Duca degli Abruzzi e da lì tornare al punto di partenza a ripercorrere con la mente la stupenda escursione.
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