Al Pizzo d’Intermesoli principe dell’Appennino

In inverno e in estate arrivare in vetta è riservato agli esperti
Tra le vette del massiccio del Gran Sasso, il Pizzo d’Intermesoli occupa una posizione di pregio: è un monte imponente e arrivare in vetta, anche d’estate, non è banale e solo per escursionisti esperti. D’inverno questo Principe dell’Appennino appare ancor più affascinante e spunta ovunque, stupendo, con la sua cima a punta.
Salire sul Pizzo d’Intermesoli con la neve è stupendo, ma assai faticoso e tecnico: occorrono buone gambe ed esperienza di alpinismo invernale nei passaggi ripidi sui canalini di neve, da affrontare con attrezzature invernali (ramponi, piccozza e casco). Bisogna partire presto e il tempo deve essere molto buono e stabile. Occorre saper scegliere la via migliore in base alla qualità, quantità ed esposizione della neve. Per arrivarci lo scorso anno scelsi di farmi accompagnare da guide esperte del Collegio Nazionale delle Guide Alpine Italiane, regione Abruzzo: ne è valsa la pena.
Si parte dai Prati di Tivo (Pietracamela in provincia di Teramo) e si percorre la meravigliosa Val Maone (sentiero 102) che in inverno veste il suo abito migliore e si addobba con piccole cascate di acqua sulle rocce. Non è raro incontrare camosci che scendono di quota per trovare erba di cui nutrirsi, quindi l’escursione esige il silenzio. Un silenzio che si ascolta tra pareti rocciose altissime, che si gode con viste spettacolari, che rimbomba negli anfiteatri brecciosi che si aprono verso sud. Il cammino dapprima stretto si apre sugli speroni rocciosi delle montagne più belle: il Corno Piccolo e il Corno Grande, il Pizzo Cefalone e lo stesso Intermesoli. La neve rimane dura fino all’arrivo dell’attacco alla Sella dei Grilli che divide e unisce il Cefalone all’Intermesoli. La sella è bellissima e appare irraggiungibile. Pian piano, passo dopo passo, zigzagando tra la neve che scricchiola sotto i ramponi, in circa un’ora si arriva su a quota 2220m (sentiero 101).
Il bianco intorno scintilla, le valli sottostanti sono tutte morbide ed enormi: la poco frequentata Valle Venacquaro, uno degli angoli più belli e selvaggi del massiccio del Gran Sasso, occupa i nostri occhi verso ovest assieme al superbo Monte Corvo.
Il Pizzo d’Intermesoli spicca bellissimo come un sogno inarrivabile. A questo punto si sceglie la via migliore e si cominciano a salire gli ultimi 600m di dislivello, puntando la piccozza ben saldamente sulla neve. La fatica è tanta, ma il richiamo della cima diviene sempre più forte.
Dopo aver superato qualche balzo roccioso finalmente siamo sull’ultimo tratto prima della cima che, meno ripido, dà un po’ di respiro. Il principe Intermesoli (2635m, 4.30 ore dalla partenza) ci abbraccia con la sua aria fredda e sottile e un orizzonte lontanissimo. Si possono riportare con sé a casa i due mari blu, i due Corni e la loro sella altissima, le Marche bianco-verdi, i monti della Laga, i massicci a sud e il cielo azzurro invernale d’Abruzzo.
Poi si scende calcando bene la neve fino a farci entrare i ramponi e puntando la piccozza quando serve: liberi, leggeri ma attenti sempre. Si corre dalla Sella dei Grilli giù, ancora verso la Val Maone e si torna ai Prati di Tivo con l’animo pulito, fresco, ristorato.
