Aldo, Giovanni e Giacomo: 30 anni di emozioni e risate

19 Novembre 2021

Domenica e il 28 novembre in onda uno speciale per celebrare la loro carriera E il sodalizio artistico sta già lavorando al prossimo film: verrà girato nel 2022

ROMA. «Trent'anni dopo siamo gli stessi, basta una manciata di spunti per divertirci e divertire. E poi siamo così rodati che andiamo a memoria», ride Giovanni Storti. «Siamo cambiati, prima stavamo sempre assieme, ora ognuno segue i suoi progetti ed è anche terapeutico. Ma ritrovarsi è stato bellissimo: l'empatia è rimasta uguale», gli fa eco Aldo Baglio. I due comici si sono dati appuntamento con Giacomo Poretti, l'altro componente del trio nato nel 1991, uno dei sodalizi più amati dello spettacolo italiano degli ultimi decenni, per festeggiare trent'anni di carriera in “Aldo, Giovanni e Giacomo - Abbiamo fatto 30...”, due serate speciali in onda in prima tv sul Nove domenica 21 e il 28 novembre (già in anteprima su Discovery+ dal 6 novembre). Con loro Arturo Brachetti, artista e leggenda del trasformismo, nonché regista di tutti i loro spettacoli teatrali, per una sorta di intervista-show, tra sketch storici, filmati di repertorio inediti, segreti e retroscena. «In realtà ci siamo riuniti con Arturo, non siamo persone da intervista», precisa Giovanni. «Gli autori hanno pescato nella nostra lunga carriera, dal Caffè Teatro ai Corti, da Mai dire gol a Zelig: abbiamo rivisto sketch che neanche più ricordavamo, eravamo folli dentro». «È stata un'intervista cazzeggiante e c'è da stupirsi per la montagna di cose che sono venute fuori», incalza Aldo. «Abbiamo voluto con noi anche la nostra band storica, i Good Fellas: il risultato è una specie di bagno nostalgico che credo farà piacere anche alla gente». Tutto inizia con il cabaret, con Galline Vecchie Fan Buon Brothers al Caffè Teatro di Verghera di Samarate (Varese). Poi la tv con il Tg delle vacanze, “Su la testa!” di Paolo Rossi e ancora il teatro con “Aria di tempesta”, per la regia di Giancarlo Bozzo. Nel 1994 la svolta con Mai dire gol, con la Gialappàs Band. Nel 1997 l'esordio al cinema con il film cult “Tre uomini e una gamba”, seguito da “Così è la vita”. Fra scrittura e improvvisazione, il trio torna anche a teatro con “Tel chi el telùn”. Tra gli altri film, Chiedimi se sono felice (70 miliardi di lire al box office), La leggenda di Al, John e Jack, Tu la conosci Claudia?, Il cosmo sul comò. La genesi di tanti successi «era sempre la stessa: uno proponeva un'idea, se gli altri due si divertivano si andava avanti», spiega Giovanni. «Ci siamo spesso ispirati all'osservazione della realtà, ma c'era sempre tanta improvvisazione e qualche suggestione surreale. Il mio sketch preferito? Forse il professor Alzheimer». Tornare a ridere dopo la pandemia? «Gli spunti», risponde Aldo, «li trovi sempre, perché la nostra è stata sempre una comicità di situazione». In una cavalcata entusiasmante tra teatro, tv e cinema, non sono mancati i momenti difficili: «Qualche volta la gente non rideva, o chiacchierava durante lo spettacolo. Situazioni tremende ma anche molto belle, perché ci hanno aiutato a crescere», riflette Aldo. Quanto al loro rapporto, «si può parlare di competizione, certo. Ma mai rancore: se c'è affetto, coinvolgimento, passa tutto», dice Giovanni. Alla comicità oggi «manca la palestra dal vivo: noi provavamo tutto con il pubblico vero. Oggi non è più così, si va su YouTube, sul web, sulle piattaforme: ma i like non hanno niente a che vedere con gli applausi», fa notare Giovanni. «Se fossimo nati oggi, non saremmo diventati Aldo, Giovanni e Giacomo». Aldo concorda: «Per raggiungere il successo in tv ci abbiamo messo almeno dieci anni, fra serate, locali. C'erano teatri e sale cabaret che puntavano sui nuovi talenti, anche esteri, c'era molto più scambio culturale. I giovani che oggi fanno cabaret hanno ancora forza, ma fanno parte di un periodo storico più povero». I social? «Sono una grandissima invenzione», aggiunge Aldo, «ma sono anche un palco lontano dalla realtà». Alle due serate, prodotte da Agidi Due, per la regia di Matteo Inzani e la direzione generale di Emanuela Rossei, seguirà nelle domeniche successive la panoramica completa degli spettacoli storici del trio. E il futuro? Aldo lavora a un suo film, Giovanni sta girando con Luca Miniero la commedia “Tutti a bordo”, Giacomo è impegnato con il suo spettacolo “Chiedimi se sono di turno”. Intanto i tre stanno scrivendo un film che andrà sul set l'anno prossimo: «Ci è venuta una bella idea», dice Giovanni. «Ognuno di noi cerca di divertirsi da solo; ma quando il trio chiama, ha la precedenza».