Alessia Fabiani fa la misteriosa in scena

L’attrice e showgirl aquilana torna a teatro con la commedia “Una stanza al buio”
L’AQUILA. Cosa è il teatro per Alessia Fabiani? «La possibilità di andare in profondità: per questo ho deciso di intraprendere la carriera sul palcoscenico nella seconda parte della mia vita. Se non si andasse a fondo nel teatro si sarebbe soggetti a critiche continue, quindi è obbligatorio dedicarvisi con passione. È un’arte completa, dove c’è pura verità senza andarci a nascondere con sotterfugi dietro a qualcosa di finto». Così l’attrice, showgirl ed ex modella aquilana in una recente intervista raccontava del suo ritorno sul palcoscenico dopo la quarantena.
Lo fa con una piéce divertentissima che debutta in prima nazionale assoluta a Roma: “Una stanza al buio”, commedia “gialla” scritta da Giuseppe Manfridi e che vede accanto a Fabiani Claudio Zarlocchi per la regia di Francesco Branchetti, sarà in scena da giovedì 8 a domenica 11 ottobre al Teatro degli Audaci (Via Giuseppe de Santis, 29) e poi in tournèe in giro per l’Italia. Uno spettacolo che si preannuncia ricco di colpi di scena in un clima che oscilla tra il comico e il grottesco, il poetico e talvolta l’assurdo. Uno scapolo viene ucciso nel suo appartamento, trasformato in una piccola garconnière. Mentre le indagini proseguono, un uomo e una donna si incontrano sul luogo del delitto. Davanti ai loro occhi si presenta una sagoma di gesso. Lui introverso, oppresso dalla rabbia e dall’ansia, scultore e amministratore dello stabile. Lei misteriosa, intrigante e piena di sé. È una commedia che vive dei suoi personaggi, dei loro caratteri, che più diversi non potrebbero essere, delle loro manie, tic, ossessioni e del gioco che tra loro si viene a creare: un meccanismo perverso di seduzione, plagio o forse complicità.
I due protagonisti ci conducono in un misterioso balletto di emozioni fino a sprofondare in un vortice creato da loro stessi e dal mondo di valori e stili di vita che hanno abbracciato, dal quale solo il colpo di scena finale farà uscire. La regia di Branchetti intende restituire al testo di Manfridi la straordinaria capacità di indagare nei due personaggi complessi e fuori dall’ordinario senza dimenticare mai humour e ironia.

