Alfredo e la Regina Madre, duello in scena

Oggi e domani a Treglio Stefano Angelucci Marino e Rossella Gesini interpretano il dramma di Manlio Santanelli
LANCIANO. Debutta oggi e va in replica domani (inizio alle ore 21.30) nel Teatro Studio di Lanciano, a Treglio, “Regina Madre” di Manlio Santanelli, uno spettacolo prodotto dal Tsa (Teatro stabile d’Abruzzo) per la regia di Stefano Angelucci Marino con Rossella Gesini e lo stesso Angelucci in scena. La scenografia è a cura di Tibò Gilbert mentre le maschere sono del Brat Teatro.
“Regina Madre” prende le mosse da un classico ‘ritorno a casa’. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere, un giorno si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso a rimanervi per poterla assistere nella malattia. In realtà egli nutre il segreto intento di realizzare uno scoop da cronista senza scrupoli: raccontare gli ultimi mesi e la morte della vecchia signora. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni. A soccombere, alla fine, sarà il figlio. Ma, come sempre accade nelle coppie legate per la vita e per la morte, anche qui non sarà possibile, e neanche legittimo, distinguere il vincitore dal vinto.
“Regina Madre” di Manlio Santanelli, Premio Idi nel 1984, è stato rappresentato in tutta Europa, e ha visto negli anni allestimenti importanti realizzati con attori del calibro di Regina Bianchi, Roberto Herlitzka, Isa Danieli, Nello Mascia, Milena Vukotic, Antonello Avallone, per arrivare all’ultima messa in scena fatta da Carlo Cerciello (2018) con Fausto Russo Alesi e Imma Villa. Stefano Angelucci Marino ambienta il testo oniricamente nella cameretta anni ’80 di Alfredo, un po’ asilo un po’ stanza dei giochi dei bimbi. «La stanzetta», spiegano le note di presentazione dello spettacolo, «è storta e asimmetrica rispetto alla scena, siamo dentro la testa di Alfredo con tutto il carico di irrisolto rispetto a se stesso e al rapporto con la mamma. Angelucci Marino e Rossella Gesini, proseguono le note, «si misurano con questo testo lavorando con due maschere antropomorfe che permettono la trasfigurazione. Due figure archetipe. Da venti anni questa coppia di vita e d’arte lavora con le maschere della commedia dell’arte, da alcuni anni la ricerca si è spostata verso le maschere contemporanee».
A proposito di questo suo testo, Santanelli ha detto in una intervista del 2014: «Il teatro deve seguire la realtà ed essere capace di trasfigurarla. Nel teatro del futuro una linea guida molto importante sarà la capacità di intravedere nella realtà che si vuole raccontare l’archetipo. L’archetipo è millenario, può cambiare nelle sue forme. L’archetipo nella sua profondità non finirà mai di raccontare la storia dell’umanità».
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