Alice attraversa lo specchio e finisce nel Sottomondo

24 Maggio 2016

ROMA. Dopo aver realizzato il più alto incasso della sua carriera (oltre un miliardo di dollari nel mondo), con “Alice in Wonderland” (2010), libera trasposizione, live action-Cgi, del classico di...

ROMA. Dopo aver realizzato il più alto incasso della sua carriera (oltre un miliardo di dollari nel mondo), con “Alice in Wonderland” (2010), libera trasposizione, live action-Cgi, del classico di Lewis Carroll, Tim Burton si è limitato al ruolo di coproduttore e ha ceduto a James Bobin la regia di “Alice attraverso lo specchio”, sequel in arrivo nelle sale italiane, domani, con Disney. I protagonisti sono gli stessi: Mia Wasikowska per Alice in una versione ora ventenne, emancipata e moderna; Johnny Depp cappellaio matto e figlio in crisi; Anne Hathaway per la Regina Bianca e Helena Bonham Carter per la Regina rossa, sorelle separate da un trauma. Tra le new entry Sacha Baron Cohen, nei panni del Tempo, e Rhys Ifans, papà esigente del Cappellaio. Il film usa “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, il seguito, scritto da Carroll nel 1871, al suo capolavoro, solo come spunto e guarda, con un tocco più leggero rispetto a Burton, in un trionfo di colori, personaggi iconici (dal Brucaliffo a Humpty Dumpty) e effetti digitali, alle (complicate) sfere familiari dei personaggi. A fare da filo conduttore tra i due capitoli cinematografici, c'è la penna di Linda Woolverton, autrice degli script di entrambi. Una scrittrice che dopo essersi fatta le ossa nei programmi per bambini, dagli anni '90 è fra i più apprezzati sceneggiatori Disney, regalando gli adattamenti, fra gli altri, di La bella e la bestia, il re Leone (come coautrice), e Maleficent. Il suo amore per personaggi femminili forti e attuali è evidente nella sua Alice, diventata il coraggioso capitano della nave Wonder, ereditata dal padre. Dopo un viaggio intorno al mondo, durato tre anni torna a casa, sperando di finanziare una nuova spedizione commerciale. Ma nella Londra vittoriana lo spazio per le donne indipendenti come lei, è poco, soprattutto perché ad ostacolarla c'è l'ex pretendente Lord Ascot (Leo Bill) e non le è d'aiuto (o così crede) la madre (Lindsay Duncan). Una nuova apparizione del Brucaliffo (doppiato in originale da Alan Rickman, al quale il film è dedicato) ritrasporta però Alice in una nuova avventura tra i suoi amici nel Sottomondo, dove il Cappellaio matto è in profonda crisi. Si è convinto infatti che i suoi famigliari creduti a lungo morti, siano ancora vivi, ma nessuno gli crede e così sta perdendo spirito e colori. Toccherà ad Alice, sfidare il pretenzioso Tempo (Baron Cohen a metà tra uomo e orologio) e la sua fidanzata Regina Rossa, sempre più arrabbiata, per scoprire la verità.

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