Alice attraversa lo specchio e finisce nel Sottomondo

ROMA. Dopo aver realizzato il più alto incasso della sua carriera (oltre un miliardo di dollari nel mondo), con “Alice in Wonderland” (2010), libera trasposizione, live action-Cgi, del classico di...
ROMA. Dopo aver realizzato il più alto incasso della sua carriera (oltre un miliardo di dollari nel mondo), con “Alice in Wonderland” (2010), libera trasposizione, live action-Cgi, del classico di Lewis Carroll, Tim Burton si è limitato al ruolo di coproduttore e ha ceduto a James Bobin la regia di “Alice attraverso lo specchio”, sequel in arrivo nelle sale italiane, domani, con Disney. I protagonisti sono gli stessi: Mia Wasikowska per Alice in una versione ora ventenne, emancipata e moderna; Johnny Depp cappellaio matto e figlio in crisi; Anne Hathaway per la Regina Bianca e Helena Bonham Carter per la Regina rossa, sorelle separate da un trauma. Tra le new entry Sacha Baron Cohen, nei panni del Tempo, e Rhys Ifans, papà esigente del Cappellaio. Il film usa “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”, il seguito, scritto da Carroll nel 1871, al suo capolavoro, solo come spunto e guarda, con un tocco più leggero rispetto a Burton, in un trionfo di colori, personaggi iconici (dal Brucaliffo a Humpty Dumpty) e effetti digitali, alle (complicate) sfere familiari dei personaggi. A fare da filo conduttore tra i due capitoli cinematografici, c'è la penna di Linda Woolverton, autrice degli script di entrambi. Una scrittrice che dopo essersi fatta le ossa nei programmi per bambini, dagli anni '90 è fra i più apprezzati sceneggiatori Disney, regalando gli adattamenti, fra gli altri, di La bella e la bestia, il re Leone (come coautrice), e Maleficent. Il suo amore per personaggi femminili forti e attuali è evidente nella sua Alice, diventata il coraggioso capitano della nave Wonder, ereditata dal padre. Dopo un viaggio intorno al mondo, durato tre anni torna a casa, sperando di finanziare una nuova spedizione commerciale. Ma nella Londra vittoriana lo spazio per le donne indipendenti come lei, è poco, soprattutto perché ad ostacolarla c'è l'ex pretendente Lord Ascot (Leo Bill) e non le è d'aiuto (o così crede) la madre (Lindsay Duncan). Una nuova apparizione del Brucaliffo (doppiato in originale da Alan Rickman, al quale il film è dedicato) ritrasporta però Alice in una nuova avventura tra i suoi amici nel Sottomondo, dove il Cappellaio matto è in profonda crisi. Si è convinto infatti che i suoi famigliari creduti a lungo morti, siano ancora vivi, ma nessuno gli crede e così sta perdendo spirito e colori. Toccherà ad Alice, sfidare il pretenzioso Tempo (Baron Cohen a metà tra uomo e orologio) e la sua fidanzata Regina Rossa, sempre più arrabbiata, per scoprire la verità.
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