Alice Rohrwacher: «Corro con le mie bambine ribelli»

La notizia della nomination all'Oscar è arrivata nello studio di Orvieto dove sta lavorando al montaggio del nuovo atteso film (sarà a Cannes?) “La Chimera”, «storia di uomini un po’ discoli», ossia...
La notizia della nomination all'Oscar è arrivata nello studio di Orvieto dove sta lavorando al montaggio del nuovo atteso film (sarà a Cannes?) “La Chimera”, «storia di uomini un po’ discoli», ossia i tombaroli che trafficano i reperti archeologici, con Josh Brolin protagonista, «un film che mi coinvolge molto, più che una storia un’esperienza di vita».
Alice Rohrwacher prova a restare umile: “Le Pupille”, il cortometraggio di 37 minuti applaudito al Festival di Cannes, ha appena avuto la candidatura nella categoria Best Live Action Short. E così l’Italia alla Notte degli Oscar del 12 marzo al Dolby Theatre di Los Angeles ci sarà. Ispirato ad una lettera che Elsa Morante scrisse il 21 dicembre del 1971 a Goffredo Fofi per augurargli buon Natale, “Le Pupille” è «una parabola» in cui si racconta cosa avviene in un collegio all’avvicinarsi del Natale nei pensieri e nei gesti di piccole orfanelle rimaste sole con 4 suore guidate dalla madre superiora Rosalba (Alba Rohrwacher), durante un tempo di carestia e di guerra. Quando una devota elegante innamorata Rosa (Valeria Bruni Tedeschi) porta una zuppa inglese, ecco che si accendono i desideri puri.
Le bambine obbedienti non possono muoversi, ma le loro pupille possono ballare la danza scatenata della libertà. «Chiesto da Alfonso Cuaron (co-produttore), pensato come una storia di infanzia, le pupille sono quelle anatomiche dei nostri occhi ma anche un modo per definire le bambine. Mi piaceva questa idea: tutti all’interno dei nostri occhi abbiamo bambine ribelli. Anche quando il corpo è immobile dentro lo sguardo siamo liberi». Ed è per questo che a caldo, sull’onda dell'emozione Alice Rohrwacher ha voluto dedicare la candidatura all’Oscar alle «bambine cattive che cattive non sono affatto e che sono in lotta ovunque nel mondo. Auguro che, come nel mio corto “Le Pupille”, possano rompere la torta e condividerla tra loro. Sono le bambine e le donne in Iran, in Afghanistan, ma ovunque, anche in Svezia e in Umbria», ha aggiunto. Ci sarà il suo cast di bambine ad accompagnarla a Los Angeles? «Non lo so, lo spero. Sarà come andare in gita scolastica, pensare alle merendine e alla pipì mentre la tensione sale a mille». L’annuncio delle nomination è già con polemica perché nella categoria regia tutti i candidati sono uomini. «I registi non si autonominano ma vengono votati, bisogna riflettere sui film fatti e sul sostegno avuto, è difficile dire come sarebbe potuta andare diversamente, ma sono contenta di rappresentare anche le donne e, scusate la banalità, sarebbe bello ci fosse una presenza maggiore e non solo al cinema ma in tanti campi dell’arte e non solo». “Le Pupille”, con un padrino eccellente come Cuaron, è «uno straziante manifesto di amore per l’Italia», difficile dire se è stato questo, la suggestione di rimando a una immagine d’Italia ad aver spianato la strada verso la notte dell’Oscar, «è difficile fare premonizioni», aggiunge. «Il cinema italiano è in ottima forma, gli autori ce la stanno mettendo tutta, purtroppo ancora non siamo tornati a considerare la sala quel luogo di conoscenza e incontro sul mondo e sull’altro». Emoticon con la sorella Alba e Valeria Bruni Tedeschi entrambe sul set, telefonate con Cuaron, una riunione zoom con Disney per pianificare la campagna per l'Oscar: «L’avventura continua».