All’Aquila irrompe il Pop Jazz di Caputo

L’AQUILA. Era il 1983 quando Sergio Caputo ha pubblicato il suo primo album: “Un sabato italiano”. E fu subito successo internazionale. Il cantautore e chitarrista romano, in tour con il suo Trio...
L’AQUILA. Era il 1983 quando Sergio Caputo ha pubblicato il suo primo album: “Un sabato italiano”. E fu subito successo internazionale. Il cantautore e chitarrista romano, in tour con il suo Trio formato con Fabiola Torresi al basso e cori e Alessandro Marzi alla batteria, è in concerto all’Aquila domani all’Auditorium del Parco, ore 19, appuntamento inserito nei Cantieri dell’Immaginario, evento promosso dalla Società Aquilana dei Concerti “Barattelli”. Lo stile di Sergio Caputo è un Pop-Jazz che spesso spazia nel latino e con un uso insolito e innovativo del linguaggio, i temi predominanti sono il quotidiano, l’amore e le nevrosi metropolitane. A “Un sabato italiano” seguono 12 album più varie compilation, partecipa al Festival di Sanremo tre volte, e negli ultimi anni torna con particolare decisione a sonorità jazzistiche e latine. Ha collaborato con tantissimi artisti di livello internazionale come Dizzy Gillespie, Tony Scott, Mel Collins (King Crimson), Tony Bowers (Simply Red), Enrico Rava, Roberto Gatto, Flavio Boltro, Danilo Rea e altri. Col nuovo millennio si trasferisce in California, dove vive e lavora per 12 anni a contatto con le sue radici musicali e facendosi conoscere come chitarrista “Smooth Jazz”. Nel 2008 esce il suo primo romanzo per la Mondadori, “Disperatamente (e in ritardo cane)”. Di recente ha celebrato il trentennale del suo primo album con “Un sabato italiano30”, remake in versione più jazz dello storico album.

