All’asta la lettera “madre” della Beat Generation

24 Novembre 2014

Keruac ricevette quei 18 fogli scritti da Neal e riscrisse completamente “On the road”

NEW YORK. La lettera «madre» della beat Generation – 18 pagine all'anfetamina scritte nel 1950 da Neal Cassady all'amico Jack Kerouac – e la principale ispirazione di “On the Road”.

La “Joan Anderson Letter” – il Santo Graal per gli studiosi della controcultura americana – è stata ritrovata e sarà messa all'asta in California in dicembre. Kerouac la ricevette il 17 dicembre sui gradini del suo appartamento di Richmond Hill, la lesse in un caffè. Tornato a casa buttò alle ortiche la prima bozza di “On the Road” e in tre settimana di scrittura non stop rielaborò il romanzo in uno stile simile a quello di Neal, lo stile che diede origine alla letteratura Beat. Difficile prevedere l'esito della vendita il 17 dicembre da Profiles of History assieme a carte e cimeli di Cummings, Peenn Warren e altre figure della letteratura americana del ’900: nel 2001 il manoscritto originale di “On The Road” venne battuto per 2,4 milioni di dollari. La lettera, disse Kerouac poco prima di morire nel 1969, avrebbe trasformato Cassady in una monumentale figura letteraria: peccato che fosse andata persa per via della dabbenaggine dell'amico Allen Ginsberg.

Non era vero: per 6 decenni quei 18 fogli in cui Cassady raccontava una visita a Denver, sua città natale, tra alcol e sesso erano stati riposti dove non dovevano, ha detto Joe Maddalena di Profiles in History. La storia è nota: nel 1968 Kerouac aveva detto a The Paris Review che Ginsberg aveva prestato la lettera all'amico Gert Stern che viveva su una chiatta della North Carolina e la convinzione dello scrittore era che Stern l’avesse fatta cadere in acqua. Quanto alla qualità del testo, Kerouac la definì «la miglior opera di scrittura che ho mai letto, roba da far rivoltare nella tomba Melville, Twain, Dreiser». In realtà Ginsberg l'aveva spedita alla Golden Goose Press di San Francisco dove non era stata aperta. Alla chiusura della casa editrice il proprietario di una etichetta musicale che condivideva l'ufficio e aveva rilevato tutte le carte. «Mio padre non sapeva chi fosse Ginsberg o Cassady ma amava la poesia», ha detto l'attrice Jean Spinosa che ha ritrovato la lettera pulendo la casa di famiglia 2 anni fa alla morte del padre.