All’eremo dell’Orfento scavato nella roccia

Due itinerari di diversa difficoltà per arrivare a San Giovanni
L’eremo di San Giovanni all’Orfento è sicuramente uno dei più suggestivi d’Abruzzo. Si trova all’altezza di circa 1.300 m ed è interamente scavato in una parete rocciosa della Valle dell’Orfento, nel cuore della Majella.
La partenza è da Decontra, frazione di Caramanico Terme: sulla Ss 487, appena prima di giungere a Caramanico, si svolta a sinistra e arrivati al piccolo borgo si lascia l´auto ad un crocevia tra due carrarecce, imboccando il sentiero indicato come P. Dopo poco, sulla destra si incrocia il sentiero B1 che ci condurrà nei pressi dell’eremo. Il bel sentiero sale gradualmente tra praterie un tempo frequentate da pastori e se ne trovano le tracce tra muretti e capanne in pietra a secco. Sulla destra magnifica e rigogliosa la Valle dell’Orfento, che si staglia nel cuore del massiccio della Majella.
Dopo aver superato due fontanili, il sentiero B1 sale ed entra nel bosco di faggi, fino ad arrivare ad una sbarra. E qui abbiamo due possibilità. La prima prevede di prendere il Sentiero dello Spirito, indicato con S, per raggiungere l’eremo in circa 40 minuti. Tuttavia questo tratto di sentiero verso la fine è molto esposto su un precipizio, per cui è sconsigliato a coloro che non sono abituati al vuoto, o a bambini. La seconda possibilità è superare la sbarra, proseguire ancora sul B1 e poco dopo sulla destra prendere il sentiero segnato come S che scende e raggiunge l’eremo in una ventina di minuti, evitando il tratto più esposto.
Bisogna comunque fare attenzione nell’ultimo tratto, quando bisognerà camminare su alcuni ripidi gradoni scavati nella roccia. Questo seconda possibilità la avrete anche se, partendo dalla Majelletta invece che da Decontra, imboccherete il Sentiero B1 appena dopo l’Albergo Mammarosa a quota 1.700 m circa. Da qui il cammino in discesa vi porta a sorvolare la costa abruzzese per giungere in 4 km al rifugio Di Marco, da dove sulla destra si continua a scendere fino ad arrivare alla Piana Grande. Il panorama è semplicemente grandioso su tutta la Majella, le cime, i nevai e i boschi dell’Orfento. In poco meno di due ore si giunge al bivio per la grotta e si scende gradatamente fino a ritrovarsi all’imbocco stretto che porta all’Eremo. Si supera con attenzione il passaggio in discesa (descritto prima) e ci si ritrova in un posto pazzesco.
Una parete rocciosa con una scala intagliata che porta chissà dove. Per vedere la grotta/eremo si deve superare la balconata rocciosa e girarsi. Sembra impossibile che qualcuno abbia scolpito un’opera così bella in un luogo così impervio. Questa visione vale tutta la gita, ma se siete coraggiosi e non soffrite di vertigini, potrete avventurarvi sulle scale che portano dentro l’Eremo: l’ingresso è possibile solo strisciando in un passaggio molto stretto e sospeso a qualche metro da terra. L’Eremo è costituito da 3 piccole stanze e risale al XI-XII secolo; Pietro da Morrone, futuro Papa Celestino V, visse sulla Majella in alcuni dei luoghi immersi nella natura tra cui questo Eremo così affascinante. Si ricorda che per avventurarsi in questo percorso così come nella valle dell’Orfento bisogna registrarsi gratuitamente al Centro di Visita di Caramanico o anche per posta elettronica.
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