Alla ricerca di una identità In scena “Cock” di Mike Bartlett

15 Aprile 2015

L’AQUILA. “Cock” di Mike Bartlett – regia Silvio Peroni con Fabrizio Falco, Jacopo Venturiero, Angelica Leo e la partecipazione di Enrico Di Troia – è lo spettacolo della stagione teatrale aquilana...

L’AQUILA. “Cock” di Mike Bartlett – regia Silvio Peroni con Fabrizio Falco, Jacopo Venturiero, Angelica Leo e la partecipazione di Enrico Di Troia – è lo spettacolo della stagione teatrale aquilana in scena al Parco delle Arti di Monticchio, L'Aquila, questa sera alle ore 21, in doppia replica domani alle 17,30 e alle 21, e venerdì 17 aprile alle 17,30 (biglietti: €15, ridotto €10, info 348 5247096).

Cock è stato messo in scena la prima volta nel novembre 2009 al Royal Court Theatre di Londra, nel 2010 è stato premiato con l'Olivier Award. La pièce di Bartlett getta uno sguardo candido e scanzonato sulla sessualità di un uomo e sulle difficoltà che emergono quando questi improvvisamente si rende conto di dover affrontare una scelta. “Cock” esamina la natura ambivalente delle emozioni, dei sentimenti, delle relazioni, e il conflitto fondamentale tra naturalità e possibilità di scelta. Spogliando la scena di qualsiasi elemento descrittivo, la regia si concentra sul dialogo incalzante e provocatorio dei personaggi, mettendo in luce questioni e conflitti sociali, di classe, di genere e tra diverse generazioni. Quello che interessa non è la tormentata bisessualità che fa da sfondo al dramma, quanto l'indecisione paralizzante che deriva dal non sapere chi si è veramente; ironia della sorte, il protagonista John è l'unico personaggio ad avere un nome, ma è la sua mancanza di identità precisa a mandare tutti in testacoda: il risultato è dolorosamente forte e spesso comico. «L'idea del testo», spiega il regista Peroni, «nasce perché io amo lavorare sempre con la drammaturgia contemporanea anglofona. Ho già realizzato lavori teatrali con Isabella Ragonese, Elio Germano, Alessandro Tiberi, adesso, sempre nell'ambito della drammaturgia contemporanea e affrontando altri tipi di testi. Amo molto il modo anglosassone di affrontare testi di drammaturgia perché in essi c'è un modo chiaro nel riconoscere e osservare il mondo in cui vivono gli attori, mantenendo schemi classici della commedia e della tragedia, schemi, come in Cock, composti anche da tre personaggi: lui, lui e l'altra. I testi drammaturgici vedono, quindi, un linguaggio che diventa odierno, come se l'autore fosse abituato a stare nei meandri della città, a sporcarsi le mani tra la gente».

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