Alla scoperta delle ruve di Città Sant’Angelo

5 Giugno 2018

Viaggio nel borgo del Pescarese in una guida di Pierpaolo Di Simone e Alessandra Giangrande

CITTÀ SANT’ANGELO. Una piccola guida per uno dei “Borghi più Belli d'Italia”: è il volume "Tra le ruve di Città Sant'Angelo" pubblicato da Ianieri Edizioni (13 euro) nel formato flip book, cioé sono due copertine, una per la versione in italiano e l'altra per l'inglese. Arrivati a metà libro, basta ribaltarlo orizzontalmente per leggere l'altra lingua.
Il libro mescola al testo disegni, foto e cartine, guidando passo passo il turista lungo i vicoli del centro storico angolano. L'ispirazione viene dai volumi della collana Itinerari di Rizzoli, che, sulle tracce di Corto Maltese, visitano luoghi come Venezia o la Bretagna. L'autore è Pierpaolo Di Simone: con la partecipazione di Camillo Chiarieri, aveva già riservato lo stesso trattamento al capoluogo ne "La Bella Pescara". Questa volta, collabora con lui Alessandra Giangrande, che ha curato i testi in inglese. «Abbiamo voluto mettere a disposizione, in un formato agile ed economico, una serie di materiali su Città Sant'Angelo scarsamente reperibili», spiegano gli autori. Il libro contiene anche sezione e pianta di tutte le chiese, antiche litografie, cartoline d'epoca, i disegni di Francesco Di Giampietro e Graziano Gabriele sulla vita del paese; non mancano gli scritti, tra gli altri, di Edmondo De Amicis, Giovanni Bovio, Gioacchino Volpe e Massimo D'Arpizio. La guida è in vendita nelle edicole di Città Sant'Angelo e in alcune librerie di Pescara. “Tra le ruve di Città Sant'Angelo” è anche una storia del paese e dei suoi più illustri personaggi: dal poeta del fuoco, Pasquale Baiocchi, che ha portato i suoi spettacoli pirotecnici in tutta Europa, all'ingegnere Francesco Innamorati, così platealmente avverso al regime di Mussolini da far pensare ai vertici del Partito nazionale fascista «a una qualche forma di squilibrio mentale». Bonus finale, all'interno del volume è ristampata la novella “Non è una cosa seria” di Luigi Pirandello. E' una storia basata su un episodio di vita angolana, raccontata al premio Nobel agrigentino durante un suo soggiorno a Città Sant'Angelo per una sessione d'esami all'Istituto magistrale Bertrando Spaventa. La sua origine abruzzese è stata un po' dimenticata perché nelle riduzioni per il teatro, la tv o il cinema l'ambientazione si sposta in una imprecisata città del Nord: l'angolano Perazzetti, dunque, interpretato sul grande schermo da Vittorio De Sica diventa Memmo Speranza. Ma la vicenda resta la stessa.
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