“Alluccamm”, una storia di identità negate

La stagione “Volo libero” all’Aquila propone lo spettacolo di Pizzurro sulle vite di due “femminelli” nella Napoli in guerra
L’AQUILA. «Potrebbe essere solo una delle tante storie disperate della vita durante la Seconda Guerra Mondiale. Potrebbe anche voler raccontare come nacque ed esplose quella rivolta conosciuta come Le Quattro Giornate di Napoli. Potrebbe essere una storia di infanzia rubata, di ricerca di identità, di violenza, quelle storie che ben conoscono i femminelli di Napoli. Ma, forse, vuole essere un viaggio nei sentimenti, nelle emozioni di chi vive in un corpo che non sente adeguato, di chi vorrebbe essere in grado di conoscere la gioia di una maternità, che è loro negata».
Così il regista Luca Pizzurro presenta il suo “Alluccamm” spettacolo che mette in scena l’identità conquistata, sotto il fuoco tedesco, dei femminielli Dolores e Jolanda, interpretati da Andrea Fiorillo e Mauro Collina, che arriva domani all’Aquila, ore 21, al TeatroZeta di Monticchio per la stagione di prosa “Volo libero”, don la direzione artistica di Manuele Morgese.
La storia si svolge a Napoli, dopo l’armistizio dell’8 settembre del ’43. Dentro un basso dei quartieri spagnoli vive Dolores, in arte Reginella, ex sciantosa del Café Chantant napoletano, 45 anni, bella, vanitosa, burbera, analfabeta, costretta dagli eventi e dalla miseria portata dalla guerra, a prostituirsi. Il 12 settembre, camminando per strada, è stata costretta, assieme a tutti i napoletani sul posto, ad assistere all’esecuzione di un marinaio sulle scale dell’università Federico II, e ad applaudire con gli altri presenti, mentre l’Istituto Luce germanico girava un documentario di propaganda. Dolores decide di chiudersi in casa e non uscire più. Il suo basso è l’unico luogo dove si senta al sicuro. Più volte, durante le sirene che annunciavano gli attacchi aerei, rimane in casa invece di andare nei rifugi. Il contatto con l’esterno si manifesta in casa di Dolores attraverso alcuni incontri: quello con i suoi clienti, che pagano mezz’ora d’amore con generi alimentari, quello con la magliara, che fa la borsa nera, quello con Jolanda, amica di vecchia data di Dolores, prostituta anch’essa, 35 anni, bruttina, solare, sa leggere e scrivere, ama girare per l la città, sogna di fare la commessa in un grande magazzino.
Le occasioni di incontro tra Dolores e Jolanda sono momenti di grande vitalità, con spaccati di profonda umanità. La seconda Guerra Mondiale fa di sfondo all’opera, poi c’è la storia particolare, quella delle 4 giornate di Napoli, che è il contesto in cui i personaggi agiscono. Ed esiste una storia personale, quella di queste due fragili presenze. Le due amiche si ritrovano coinvolte – da “Wanda Osiris” pseudonimo di un’altra prostituta del vico – nella messa in scena di uno spettacolo. Jolanda convince Dolores a riprendere il baule con i suoi costumi e le sue parrucche. Dolores lo fa e sprofonda nel suo passato fino a uno stato quasi allucinatorio. Le due protagoniste arrivano a prendersi per i capelli, fino a che nelle mani dell’una resterà la parrucca dell’altra, rivelando in modo crudo e spietato la loro vera identità: Jolanda e Dolores sono due femminelli.

