Amadeus: «Ho la coscienza a posto»

Record di ascolti (62%) e spot (50 milioni): «Sul palco deve esserci totale libertà»
SANREMO. Da «swiffer delle polemichE» a «Dalai AmA». È ancora una volta il guizzo di Fiorello a descrivere la metamorfosi di Amadeus, l’ex judoka che ha dovuto sfoderare le arti di difesa per traghettare in porto il suo 4° festival, il più ricco per il bottino di ascolti e spot, il più complicato per l’assedio della politica. «Se mi mandano via me ne vado, che devo fare. Se chiunque dovesse dirmi che il mio mandato finisce qua, ne prenderei atto conservando 4 anni bellissimi per tutta la mia vita, con il piacere di aver fatto quello che desideravo fare», allarga le braccia il direttore artistico, tornando sugli attacchi di governo e maggioranza che in questi giorni lo hanno trasformato, suo malgrado, in paladino della sinistra.
«Nella vita dipende tutto da un risultato: se si ottengono questi risultati hai una forza, se avessi fatto il 15-20% in meno sarei un allenatore esonerabile. Qualsiasi allenatore è forte finché la squadra vince, se la squadra perde anche i più grandi sono a rischio esonero. Ecco perché devo portare quello che sento mio: se si sbaglia bisogna sbagliare con le proprie idee e non con le idee o le imposizioni di qualcun altro». E tornando sulle polemiche per lo show provocatorio di Rosa Chemical, «ciò che accade sul palco», ribadisce, «non è preventivabile, rientra in una totale libertà che fa parte di una diretta e ci si affida al buon senso di tutti. Capisco che qualcuno si possa turbare, ma non era volontà di nessuno di noi turbare nessuno a casa». A conclusione della maratona Sanremo, oltre mille minuti di diretta, premiati da una media del 63%, la più alta dal 1995, e dal record di raccolta pubblicitaria, oltre 50 milioni, l’ex boomer Amadeus convertito ai social da Chiara Ferragni si sente «l'uomo più felice del mondo, un bambino in un parco divertimenti senza che la gioia possa finire». Sanremo è ancora «un sogno diventato realtà: quando mi chiamano visionario lo ritengo un grande complimento». L’importante è «avere accanto persone che condividono il tuo progetto, ti danno fiducia e ti permettono di lavorare al meglio, dai dirigenti ai gobbisti chiusi nella stanzetta per 8-10 ore senza sbagliare una virgola». Di questa edizione, si porta dietro «tante cose: la prima è la presenza del presidente Mattarella. Il selfie dietro le quinte è un’immagine che non dimenticherò. Poi la scala quando siamo entrati, Roberto Benigni. Il supereroe Gianni Morandi. E poi la libertà che hanno avuto gli artisti di esprimersi». A stupire anche la città invasa dalla gente: «Vedere un fiume di persone dai 5 agli 80 anni per strada ti fa capire che la condivisione del pubblico è la forza del Festival. La potenza della gente dà forza contro ogni polemica», aggiunge Amadeus, che ha scritto una lettera al Festival giocando con i titoli dei brani. Quanto al podioal maschile, «io scelgo la canzone, non faccio quote, neanche di età, nella composizione del cast, credo faccia così anche il pubblico. Poi magari le classifiche di vendita danno ragione alle donne».

