Amendola: ero dipendente dalla coca

L’attore romano si confessa a Belve: «Ne sono uscito per i miei figli»
ROMA. «Sono stato dipendente dalla cocaina e ne sono uscito perché c’era qualcosa di importante: i figli». Claudio Amendola si confessa nell’ultima puntata di Belve su Rai2 , condotto e ideato da Francesca Fagnani. «Quando ti rendi conto che ti sei trovato in una situazione in cui dovevi essere lucido e non lo eri», aggiunge l’attore, «allora, per fortuna, lo spavento o la responsabilità che solo tu puoi avere in quel momento, ti costringono a tornare lucido. E cosi è stato». Francesca Fagnani gli chiede: «Ne è uscito da solo?». «Sì, completamente da solo». In merito alla sua separazione da Francesca Neri, confida: «Oggi non c'è dolore. Il dolore c’è stato prima. C’è semmai il dispiacere di non essere stato, di non essere stati, in grado di arrivare sino in fondo». E parlando dei suoi figli si commuove: «La gioia più grande? Quando mia figlia Alessia, nata prematura di 5 mesi e mezzo, ce l’ha fatta». Non manca poi una stoccata al presidente del Senato Ignazio La Russa, che proprio a Belve lo ha definito «il più stronzo di tutti» e lo ha denunciato dopo i fischi alla Festa del Cinema nel 2011. Amendola ridendo rivela: «Ma vi ha detto a chi ha dovuto devolvere i soldi della causa persa? A Emergency». A proposito della sua carriera, Fagnani gli fa notare che ha costruito la sua immagine sfruttando molto la maschera del «coatto»: «Sì, mi adagiavo molto su questo agli inizi. Poi, quando tornavo a casa, i miei mi dicevano “Ma sei nato a Villa Stuart!” Però funzionava, e comunque ho mangiato tanti sampietrini io. Non mi sono risparmiato la strada, il muretto». Sulla sua gioventù turbolenta racconta: «A 19 anni sono finito a Regina Coeli. Per un succhio di benzina! Ma è stata una esperienza formativa». Tornando alla sua carriera, gli viene chiesto per cosa sarà ricordato, e Amendola: «Per Vacanze di Natale e i Cesaroni».

