Ammendola: grato di essere il Cocciamatte

Il romanzo di Rapino (premio Campiello) nel nuovo allestimento “L’ultima notte di Bonfiglio Liborio” domani a Francavilla
FRANCAVILLA AL MARE. Il Cocciamatte torna a teatro e questa volta sul palco a dare voce ai tormenti di Bonfiglio Liborio saranno lo straordinario Pino Ammendola che interpreterà il protagnista adulti/veccho, l’attore abruzzese Alessandro Blasioli (Liborio giovane), il tenore Piero Mazzocchetti, il trombettista Berardo Lannutti e Remo Rapino, autore del romanzo “Vita, Morte e Miracoli di Bonfiglio Liborio” (minimumfax) vincitore del Premio Campiello 2020.
Con la regia e le musiche di Davide Cavuti “L’ultima notte di Bonfiglio Liborio”, produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo con MuTeArt, andrà in scena domani, ore 21, per la stagione teatrale dell’Auditorium Sirena di Francavilla al Mare. Si tratta di un riallestimento – con la scenografia di Emanuele D’Ancona e la collaborazione organizzativa è di Pietro Nissi – dello spettacolo che aveva debuttato al Teatro Marrucino di Chieti nella Stagione di prosa 2022, registrando un grande successo di pubblico. «Così finalmente può finire la storia, perché ogni storia finisce, e se finisce, finisce, e non ci sta più parola da dire. Ogni storia di uomo, matto o normale, è una mescolatura delle stesse cose, na cascanna di lacrime, qualche sorrisetto, na cinquina di gioie di straforo, e un dolore grosso come quando al cinema si spengono le luci. Uno si siede davanti alla porta di casa e aspetta che passa la morte che dice Guarda Libbò, che è finita la storia e non c’è più parola da dire» si leggenell’ultima parte del romanzo di Rapino e affidate ad Ammendola, attore che nel corso della sua lunga carriera, ha lavorato con registi del calibro di Dino Risi, Wertmüller, Carlo Vanzina, Steno, Alessandro D’Alatri, Luciano Emmer, Giuseppe Tornatore e in televisione è stato diretto dal regista teatino Anton Giulio Majano, da Sandro Bolchi, Enzo Trapani, Nanni Loy, Cinzia TH Torrini. Ammendola ha collaborato a diverse produzioni cinematografiche dirette dal regista e compositore francavillese Cavuti, interpretando anche il ruolo del poeta sulmonese Ovidio nel film biografico “Lectura Ovidii” (2019) scritto e diretto da Cavuti e presentato in prima assoluta a Toronto, premiato con il prestigioso Award of Exellence. Successivamente, sempre con la regia di Cavuti, ha interpretato il ruolo del produttore Peppino Amato nel film “Un marziano di nome Ennio”, dedicato alla vita del grande intellettuale, scrittore e sceneggiatore pescarese Ennio Flaiano, risultando finalista ai Nastri d’argento 2022. E ancora il ruolo di Pyotr nel docufilm “Oltre il confine”, sul dramma dei profughi ucraini, ricevendo, per la sua interpretazione, il Premio che la natìa Teramo dedica a Gianni Di Venanzo, maestro indiscusso e amato della fotografia cinematografica. «Affrontare il personaggio di Bonfiglio Liborio è stata un’avventura emozionante», ha detto Ammendola, «e ringrazio Cavuti per aver pensato a me per questo ruolo e lo scrittore Rapino per aver scritto questo romanzo meraviglioso».