«Amo questa regione incredibile e leggere Croce»

Lo scrittore Paolo Di Paolo sul palco con Dacia Maraini: qui la montagna è gentile e forte
PESCASSEROLI. Paolo Di Paolo con il suo libro Una storia quasi solo d’amore (Feltrinelli), prende oggi (ore 18, in piazza Benedetto Croce) la parola a Lib(e)ri in Scena, sul tema dell’educazione sentimentale in una giovane coppia.
Con Di Paolo, patronimico che svela le sue origine abruzzesi, Dacia Maraini presenta il 4° appuntamento della rassegna letteraria di Pescasseroli (Aq).
Ha un’affinità solo per origini con la terra abruzzese?
Sono legato con un filo doppio, mio nonno era di Civitella Alfedena e il battesimo artistico da scrittore nel 2001 lo devo in assoluto al caso di una collaborazione, da giovanissimo, con Dacia Maraini. Insieme avevamo raccolto testi di autori famosi, per una mise en espace, “Il Respiro leggero dell’Abruzzo”, pubblicato in un libro poi da Perrone. Con profonda emozione ricordo la sera della prima, quando Franca Valeri leggeva le parole di Natalia Ginzburg, di Ovidio o di Gadda e D’Annunzio sul palco del Teatro di Gioia Vecchio. Racconti lirici e di vita vissuta.
La regione conserva un fascino a causa di una particolare riservatezza che emana. E’ d’accordo?
Sì davvero, è una regione “ossimoro”. Montagna dura come i suoi abitanti, gentili e forti, che si addolcisce nel paesaggio marino. Il lago di Villetta Barrea, specchio delle mie estati passate di ragazzo, è una memoria acquatica che si fonde con la terra contadina, i cibi e l’aria buoni. Arretra l’Abruzzo talvolta quasi per non cedere all’intensità del turismo e conservare così un paesaggio puro, integro, nonostante le ferite dei luoghi.
Si sente un lettore “forte” di autrici e autori abruzzesi Paolo Di Paolo?
Il mio legame di lettore con l’Abruzzo passa anche per la scoperta di Croce narratore. Pochi sanno quanta bellezza di stile e di immagini contenga il suo libro Pescasseroli. Ricordo di aver fatto un piccolo pellegrinaggio nei suoi luoghi abruzzesi e poi napoletani.
E Di Paolo poco più che trentenne di oggi, che gusti culturali ha?
Dopo i miei maestri, Antonio Debenedetti, Dacia Maraini e Antonio Tabucchi, che mi hanno rivelato la via, amo scoprire autori e autrici che con l’arte tendano in me un’asticella di ambizione e mi permettano di alzare “il tiro”. Proprio in questa rassegna Lib(e)ri in Scena fra i libri mi ha commosso la bellezza della Rondine sul termosifone di Edith Bruck e mi ha incantato la scrittura dell’Arminuta di Donatella DiPietrantonio. E volgo l’attenzione a un libro da me letto in bozze che uscirà a settembre di Helena Janeczek, La ragazza con la Leika.
Giovanna Nicolai

