Amori, dolori, voce Édith Piaf rivive al teatro Fenaroli

LANCIANO. Una vita difficile, attraversata con coraggio sulle ali di una voce speciale in cui le emozioni si riversavano nitide arrivando al pubblico, che la adorava, nella loro purezza, sostenute da...
LANCIANO. Una vita difficile, attraversata con coraggio sulle ali di una voce speciale in cui le emozioni si riversavano nitide arrivando al pubblico, che la adorava, nella loro purezza, sostenute da versi forti e audaci.
Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915 – Grasse, 10 ottobre 1963), grande interprete del filone realista francese era nota anche come “Passerotto”, come veniva soprannominata per la sua minuta statura (e passerotto infatti nell’argot parigino si dice piaf) cominciò a cantare da bambina, per strada, con suo padre per diventare una stella assoluta tra gli anni Trenta e Sessanta. E porta il suo nome un asteroide della fascia principale, scoperto nel 1982.
Con la sua storia in musica domani alle ore 21 prenderà il via la XXI Stagione di Prosa del teatro Fenaroli di Lanciano, edizione realizzata in collaborazione dei Teatri Riuniti d’Abruzzo che proporrà otto spettacoli di autori classici e contemporanei fra i migliori in campo nazionale.
Il primo spettacolo in programma vedrà protagonista una straordinaria Melania Giglio in “Edith Piaf. L’usignolo non canta più”, dedicato dunque al più affascinante fenomeno della musica francese del dopoguerra. con la brillante regia di Daniele Salvo.
Lo spettatore si immergerà in un’atmosfera di altri tempi e di altri miti che ancora però riescono ad emozionare e a commuovere. Melania Giglio, con un’insolita abile naturalezza, riesce a trasportare il pubblico dentro l’anima del personaggio, “il passerotto” rivive sul palco e in sala si gioisce, si spera e si soffre con lei.
La storia raccontta sulla scena è ambientata nel 1960. «Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni», si legge nelle note dello spettacolo. «Il ricordo del suo tragico amore, Marcel Cerdan, morto mentre attraversava l’Atlantico in aereo per raggiungerla a New York, la ossessiona. È in questo devastato territorio della decadenza che interviene l’eccellente Martino Duane, nel ruolo di Bruno Coquatrix, l’impresario dell’Olympia».
Tra un bicchiere “proibito” e l’altro e una rivisitazione del tempo che fu ma che può ancora essere, Bruno la convincerà ad esibirsi. Tutte le canzoni, da “Milord” a “Non, je ne regrette rien“ – l’ultimo inno alla vita che la convince a tornar in scena – passando per “La vie en rose”, sono eseguite dal vivo. Perfetta nell’interpretazione e anche nel canto, la Giglio dal palco riconsegna con rigore ogni sfumatura dell’interiorità di un’anima tormentata e nobile, apparentemente infantile eppure profonda, sorprendentemente vitale ma altrettanto fragile.
Biglietti in vendita al botteghino del teatro da oggi (16.30/19.30) e online su www.teatrofenaroli.it
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