Anita Pallenberg Sesso, droga e Rolling Stones

15 Giugno 2017

Anita Pallenberg, morta ieri a 73 anni, era la musa bionda dei Rolling Stones. Insieme a Marianne Faithfull, della quale era amica, ha vissuto nel profondo l'universo Stones in quel mix diabolico di...

Anita Pallenberg, morta ieri a 73 anni, era la musa bionda dei Rolling Stones. Insieme a Marianne Faithfull, della quale era amica, ha vissuto nel profondo l'universo Stones in quel mix diabolico di situazioni che ti può incenerire.
Era nata a Roma, nel 1944, ed era figlia di un agente di viaggio Arnoldo Pallenberg, e da una segretaria tedesca Paula Wiederhold: bellissima, aveva cominciato prestissimo a fare la modella, a New York, e inevitabilmente aveva frequentato la Factory di Andy Warhol ed era stata la compagna del pittore pop italiano Mario Schifano.
Nell'orbita Stones era entrata nel 1965, nel backstage di un concerto a Monaco. Diventò la fidanzata di Brian Jones che, sempre più fuori controllo, iniziò una deriva violenta. Durante un celebre viaggio in Marocco, Brian la picchiò di nuovo e Keith Richards la portò letteralmente via. Fra Richards e Jones i rapporti non tornarono mai più sereni dopo questo “ratto”.
Cominciò così una love story bruciante durata 12 anni che valgono quanto 10 vite normali messe insieme. Keith e Anita, che ha fatto la backing vocalist in «Simpathy for the Devil», hanno avuto tre figli, Marlon, Angela e Tara, condiviso la dipendenza dall'eroina, arresti, rehab, tutto l'immaginabile compresa la terribile esperienza di vedere morire durante l'infanzia Tara.
Nel frattempo Pallenberg aveva anche iniziato una carriera di attrice: è stata la Black Queen di «Barbarella» di Roger Vadim, al fianco di Jane Fonda, la moglie di Michele Piccoli in «Dillinger è morto» di Marco Ferreri, ha recitato anche in «Candy e il suo pazzo mondo», una farsa sexy girata a Roma nel 1968 in cui ci sono anche Marlon Brando e Richard Burton e Ringo Starr, il batterista dei Beatles. Al 1970 risale la sua più chiacchierata esperienza sul set: recitò infatti in «Performance», in Italia «Sadismo», un film firmato da Donald Cammell e Nicholas Roeg. Il protagonista era Mick Jagger e i due ebbero un breve flirt, suscitando l’irritazione di Richards. Nel canzoniere degli Stones lasciò una sola traccia. «Angie, you're beautiful / But ain't it time to say goodbye / Angie, I still love you baby / Remember all those nights we cried» sono alcuni versi della canzone «Angie» (1973), scritta da Keith Richards prima della nascita della loro seconda figlia, quando Anita era incinta ma ancora non sapevano il sesso del bambino, che si rivelò essere, appunto, una femmina.
Qualche anno fa era tornata a recitare per «Mister Lonely» di Harmoni Korine e «Go Go Tales» di Abel Ferrara. Ma ormai da tempo Anita Pallemberg faceva la stilista. La notizia della sua morte è stata data da Stella Schnabel, figlia di Julian, amica e ammiratrice della Musa degli Stones.
Claudio Ginestra