Anna Valle a Pescara: «Oggi sogno di fare un bel ruolo comico»

L’attrice ospite della Settimana del Cinema Agiscuola presenta “L’età imperfetta” col compagno regista del film
PESCARA. L’adolescenza: «Il luogo dei grandi conflitti dove tutto è portato ai limiti», ma anche il tempo delle «grandi scoperte». La scoperta dell’imperfezione è raccontata attraverso gli occhi di Camilla, la diciassettenne protagonista di “L’età imperfetta”. Il film sarà presentato e proiettato lunedì, 26 novembre, al Multiplex Arca di Spoltore, in occasione della Settimana del Cinema Agiscuola.
Ospiti dell’appuntamento, con inizio previsto alle ore 9.10, saranno l’attrice Anna Valle e il regista Ulisse Lendaro. La Settimana del Cinema Agiscuola, in programma fino al 29 novembre, è organizzata dall’Agiscuola Abruzzo, presieduta da Stefano Francioni, e ha la direzione artistica di Davide Cavuti. Il film, uscito nelle sale italiane lo scorso anno, ha visto lavorare per la prima volta fianco a fianco Anna e Ulisse, da oltre dieci anni insieme nella vita. Nel cast c’è anche la piccola Ginevra Lendaro, primogenita della coppia. Protagoniste della pellicola sono due giovani allieve di una scuola di danza di una tranquilla cittadina del Nord Italia, interpretate da Marina Occhionero (Camilla) e Paola Calliari (Sara). Due aspiranti ballerine di danza classica che, da lì a poco, dovranno sostenere un’importante audizione. Un rapporto di amore, prima, e di odio, poi, quello delle due adolescenti, che prenderà strade imprevedibili. Anna Valle interpreta Serena, insegnante di danza delle due ragazze.
Il Centro ha raggiunto al telefono Anna Valle e Ulisse Lendaro in occasione della partecipazione alla Settimana del Cinema Agiscuola. Ecco cosa ci hanno raccontato.
«L’idea di “L’età imperfetta nasce diversi anni fa», racconta spiega il regista Ulisse Lendaro. «Produrre e girare un film non è una cosa che si può fare sulle ali dell’entusiasmo. C’è bisogno di grande costanza e abnegazione, di sapere dove si vuole andare. Prima di questo film, non avevo mai girato nulla, neanche un corto. Volevo una produzione strutturata in un certo modo, come è stato. Da un punto di vista prettamente artistico, il periodo dell’adolescenza mi ha sempre affascinato. Volevo raccontare anche una passione che fosse un linguaggio universale, com’è la danza classica. Tutto è visto attraverso gli occhi della protagonista. C’è una trasformazione dell’anima».
Anna Valle, lei interpreta Serena, l’insegnante di danza delle due protagoniste. Come si è approcciata a questo ruolo?
Ho seguito la sceneggiatura quando era ancora un embrione, ogni tanto Ulisse mi coinvolgeva, ma all’inizio non era ben chiaro che io dovessi interpretare un ruolo in questo film. Non avevamo mai lavorato insieme sul set, ma abbiamo un rapporto sentimentale che dura da oltre dieci anni e due bambini. Lavorare con Ulisse era una cosa che mi entusiasmava e incuriosiva. Mi sono preparata con un’insegnante di danza classica, che ci ha seguito in tutte le riprese. È stata una preparazione impegnativa, non avevo mai studiato danza nella mia vita. Il mio personaggio ci tiene a essere “perfetta”. È una parola molto ricorrente nel film. Nella vita della ballerina c’è la continua ricerca della perfezione anche nell’imperfezione.
Le due amiche nel film sono in competizione, entrambe sognano di vincere l’audizione che potrebbe cambiar loro la vita. Lei ha vinto un concorso che le la cambiato la vita: Miss Italia nel 1995. Che ricordo ne ha?
Dopo un’improvvisa e appassionata amicizia, le due ragazze si allontanano e una arriva a odiare l’altra. A Miss Italia con nessuna delle ragazze inizi un’amicizia così profonda, ma ovviamente l’antagonismo e la competizione si sentono forti. Io conservo un bel ricordo, è stata un’esperienza che ho vissuto con positività.
E della sua età imperfetta, l’adolescenza?
È stato un periodo che mi è piaciuto molto, anche se ti senti un pesce fuor d’acqua ovunque vai, non sei pienamente consapevole di te. Un momento di incertezza ma anche di grandissima libertà e di grandissimi sogni. Nella mia adolescenza, da Roma sono andata a vivere in Sicilia a causa della separazione dei miei genitori. Ma non lo ricordo come un periodo negativo. Ricordo l’incertezza e l’inquietudine che, però, mi facevano sentire viva.
C’è un ruolo cui è rimasta particolarmente legata e uno ruolo che le piacerebbe interpretare in futuro?
Sono rimasta legatissima a più di un ruolo, per svariati motivi. Sicuramente a quello di Soraya, che ho interpretato con grande orgoglio e devozione. O il personaggio nella fiction “Sorelle”, molto forte anche se scontroso in alcuni momenti. Ho amato particolarmente Claudia Castelli nelle “Stagioni del Cuore”. Mi piacerebbe interpretare un personaggio più leggero, un po’ più comico.
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