Annalisa De Simone, l’amore al tempo dell’individualismo

5 Giugno 2019

La scrittrice aquilana racconta il nuovo libro “Le amiche di Jane” in uscita domani «Le eroine della Austen aiutano a capire la vera natura dei rapporti sentimentali»

«È una verità universalmente riconosciuta che uno scapolo provvisto di un ingente patrimonio debba essere in cerca di moglie». Se dovessimo fermarci all’incipit del suo romanzo più famoso, “Orgoglio ed pregiudizio”, penseremmo che l’autrice Jane Austen non abbia molto ancora da dirci a 202 anni dalla sua morte. E invece non è così. La scrittrice inglese di classici come “Emma”, “Persuasione”, “Ragione e sentimento” e della storia d’amore fra Elizabeth Bennet e Mr Darcy, nota non solo per il suo incipit, ha ancora molto da raccontarci sull’amore e sulla geometria delle relazioni umane. La pensa così anche Annalisa De Simone che domani manderà in libreria il suo nuovo libro “Le amiche di Jane”, un lungo colloquio fra se stessa e le eroine della scrittrice di Steventon.
Nata e cresciuta all'Aquila, De Simone ha due lauree, in Scienze umanistiche e in Filosofia, e questo, “Le amiche di Jane”, edito da Marsilio Editori per la collana ideata da Chiara Valerio, Passaparola, è il suo quarto libro.
Annalisa De Simone, che dal 2017 presiede il Tsa (Teatro stabile d'Abruzzo) parla del suo nuovo libro in questa intervista al Centro.
Che cosa ha ancora da dirci oggi, Jane Austen, di interessante sull’amore?
A differenza di quanto si possa supporre, Jane Austen è estremamente moderna perché, pur essendo una moralista, le parabole di crescita delle sue eroine offrono un’idea di realtà molto lucida, sia per le stesse protagoniste dei sui libri che per i lettori.
In che senso è moralista?
C’è sempre una sorta di morale nei suoi romanzi che sono tesi fra la favola e il realismo. Ma, a prescindere da questo suo piglio didattico che potrebbe venir fuori da una prima lettura superficiale, se si rileggono i suoi romanzi vi si scopre una regione di ambiguità molto moderna, che viene a galla nell’equivocità delle vicende narrate e che consiste nel comprendere che la vita è molto più difficile di quanto si possa supporre. Per Jane Austen, comprendere se stessi e gli altri è un percorso non solo accidentato ma anche irrisolto. Ciò che la rende moderna è l’idea che l’altro e l’amore si possano conoscere solo per frammenti.
In che cosa il modo di tratteggiare l’amore in Jane Austen è unico?
Con lei, per la prima volta nel panorama letterario in cui è immersa, si mostrano delle eroine che hanno lo stesso amor proprio degli uomini. L’orgoglio di Elizabeth Bennet è, in realtà, anche una risorsa perché significa consapevolezza di sé e rispetto per se stessa. Elizabeth amerà Darcy solo dopo aver conosciuto meglio se stessa ed essersi fatta conoscere e riconoscere; quindi, in una condizione anomala per i suoi tempi. Jane Austen dona alle sue eroine un’intelligenza molto pratica che le fa essere capaci di guardare alla vita a volte con l’ombra del calcolo ma con maggiore aderenza ai dati della realtà. Nei suoi romanzi il deus ex machina che risolve ogni vicenda è sempre un lampo di consapevolezza.
I rapporti d’amore sono cambiati rispetto all’Ottocento in cui Jane Austen scriveva i suoi romanzi?
Oggi c’è un individualismo che, per le regole sociali del mondo di Jane Austen, era, un tempo, più attenuato. Anche perché, oggi, le donne possono coltivare la solitudine non più come condanna ma come risorsa. Ciò che rende Jane Austen più moderna dei suoi stessi personaggi è il fatto che lei ha dedicato tutta la sua vita a esaudire un desiderio forte come il bisogno di scrivere, restando single e in un vuoto da colmare attraverso il suo desiderio di scrivere. Questo la differenzia dalle sue eroine: Jane Austen non si è mai sposata e, comunque, ha sempre vissuto la vita del profondo desiderio, non rispetto all’uomo ma rispetto alla voglia di essere se stessa e al suo bisogno di scrivere.
Nel libro sono incastrate, all’interno dell’analisi dei romanzi della Austen, le storie d’amore della narratrice, lei, e di una sua amica: perché questa scelta?
La collana Passaparola, creata da Chiara Valerio, in cui viene pubblicato il mio libro è stata creata con l’intento di raccontare di sé e del mondo a partire da un libro.
Se dovesse consigliare a una giovane donna dell’età di Elizabeth Bennet come comportarsi nell’amore, che cose le direbbe?
Sii pronta a smentire te stessa.
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