Arbore e Pupi Avati uniti dal clarinetto

14 Dicembre 2016

Martedì 20 su Rai Storia lo speciale “...Le chiamavano jazz band”

ROMA. Non si tratta di nostalgia, ma di «amore per la memoria». È questo lo spirito con cui Renzo Arbore e Pupi Avati hanno deciso di raccontare come due testimoni privilegiati l'arrivo e l'età dell'oro del jazz in Italia, nello speciale «...Le chiamavano jazz band», firmato da Fabrizio Corallo, in onda su Rai Storia martedì 20 dicembre alle 21.10.

«Sono un jazzista fallito: dopo quasi 50 film posso dire che il cinema è stato un ripiego, perché avrei voluto essere un grande musicista», ammette Avati, presentando lo speciale a Roma insieme ad Arbore, «anche ora ho sempre il clarinetto vicino quando scrivo ma la musica non mi vuole bene. Io invece gliene voglio tanto. Mentre ho invidiato Lucio Dalla, che nella mia band bolognese mi mortificava facendo degli assoli meravigliosi».

«Il jazz è nel nostro dna, il primo disco inciso di questo genere fu di un italiano, Nick La Rocca», prosegue Arbore, «io e Pupi oggi siamo due grandi “ricordatori”: in quell'epoca noi ci sentivamo una élite, andavamo “appresso alla musica” e sapevamo cose che gli altri non sapevano. La nostra è una lunga amicizia: noi che suonavamo jazz ci conoscevamo tutti, anche senza esserci mai incontrati. Ognuno sapeva dell'altro, da Nord a Sud dell'Italia».

Mescolando ricordi privati e professionali, i due “giganti”, entrambi appassionati di jazz e suonatori di clarinetto, ricostruiscono per il pubblico la storia del genere musicale di New Orleans, soffermandosi sulla rivoluzione culturale che in Italia scaturì da quelle sonorità a partire dai primi 20 anni del secolo scorso. Un comodo divano rosso (quello del salotto di casa di Arbore), dove lasciarsi andare alle confidenze e rispondere alle domande del vocalist Gegè Telesforo, e la narrazione prende forma, tra filmati (anche spezzoni tratti dallo sceneggiato di Avati del 1978, Jazz band) e immagini d'epoca, riportando i protagonisti a quando erano solo due ragazzi innamorati del jazz.

Nello speciale emerge tutto il gusto della scoperta, e la nascita di una passione che li portò a suonare le prime note al clarinetto e a far parte di quel fermento culturale che diede vita alle prime band nate nel Paese. Nelle loro parole tutta la magia di quella meravigliosa illusione di “essere davvero a New Orleans”, mentre tutto intorno l'Italia degli anni '50 faticosamente riemergeva dalle macerie della guerra. Mentre lo speciale ricostruisce l'epopea del jazz in Italia (dal fascismo in poi, passando per il declino in seguito alle leggi razziali e al rinnovato successo dopo la guerra) e i due emozionati protagonisti passano in rassegna con leggerezza e divertimento un periodo indimenticabile della propria vita, i nomi celebri di Louis Armstrong, Dizzy Gillespie, Miles Davis, Charlie Parker si mescolano con i talenti 'nostranì come Giorgio Gaslini, Lelio Luttazzi, Franco Cerri, i cantanti Natalino Otto e Fred Buscaglione, fino ai personaggi del jazz di oggi, da Enrico Rava e Danilo Rea a Stefano Bollani e Paolo Fresu.

Dopo «...Le chiamavano jazz band», su Rai Storia nei due martedì successivi seguiranno altri due speciali sempre con Arbore, «Quando la radio» e «Napoli signora».

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